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La passione per i dettagli di Jacob Cohën passa (anche) per il…

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La passione per i dettagli di Jacob Cohën passa (anche) per il retail

Artista. Il disegno di Jo Ann Tan che ha ispirato le vetrine di via Spiga, con il jeans « a zampa»
Artista. Il disegno di Jo Ann Tan che ha ispirato le vetrine di via Spiga, con il jeans « a zampa»

Chi cercava di convincerla che la sua passione per i dettagli fosse“solo” un tentativo di emulare il marito, scomparso nel 2012, sbagliava. «Sono la prima ad ammetterlo , la passione sconfina nell’ossessione: ogni parte, anche quelle invisibili agli occhi, dei progetti che riguardano Jacob Cohën deve essere perfetta – racconta Jennifer Tommasi –. Come potrebbe essere altrimenti vendendo jeans che partono da 280 euro? Nulla può essere approssimato o approssimativo: il cliente se ne accorge, si sente tradito e ti volta le spalle».

Jennifer Tommasi è la vedova di Nicola Bardelle, fondatore, nel 2003, del marchio di jeans di altissima gamma Jacob Cohën, allora come oggi l’unico a competere con i brand americani o nipponici di luxury denim.

«Il Giappone era una delle tante passioni di Nicola. Me l’ha trasmessa e ancora oggi compriamo molto tessuto made in Japan», ricorda Jennifer Tommasi in occasione dell’inaugurazione del negozio Jacob Cohën di via Spiga, nel quadrilatero della moda di Milano, primo flagshipstore in Italia, celebrato ieri sera con un cocktail e una cena sotto la regia dello chef Massimiliano Alajmo.

«Le persone che hanno conosciuto di Nicola sanno che il suo talento era poliedrico: aveva un’anima da imprenditore, conosceva e amavale Pmi che hanno fatto crescere il Veneto. Poi c’era la spinta creativa: quando lanciò Jacob Cohën aveva in mente una specie di “ecosistema sartoriale”. Al centro, il prodotto. Tutt’intorno il merchandising, la produzione semi-artigianale, i piccoli dettagli come l’etichetta in cavallino, il sacchettino con un rocchetto di filo abbinato a ogni jeans. E chissà cos’altro si sarebbe inventato».

Bardelle sarebbe certamente felice delle scelte fatte dalla moglie per il negozio di Milano, un concept che ora verrà usato anche per Parigi, prossima tappa retail, e che è già servito per rinfrescare il negozio di Saint Tropez. «I materiali principali sono legno, cemento e ottone anticato. Accanto ai jeans, ci sono maglieria, camicie, la linea junior, le scarpe, in cavallino o in jeans, e piccoli accessori, come l’agenda – conclude Jennifer Tommasi –. Sono orgogliosa di aver reso il flagship accessibile a chi è in carrozzina o ha altri gravi problemi di movimento. Credo sia una delle poche boutique del quadrilatero a offrire questa possibilità e mi auguro che molti seguano il nostro esempio».

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