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Pitti Bimbo scalda i motori a Firenze e apre al lifestyle

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Pitti Bimbo scalda i motori a Firenze e apre al lifestyle

L’industria italiana della moda junior è ancora in mezzo al guado, tra riorganizzazione dei canali distributivi, ristrutturazioni aziendali e reshoring, ma la fiera più importante del settore, Pitti Bimbo di Firenze, veleggia in buona salute grazie alla trasformazione attuata in questi anni. Le strade ormai consolidate sono la spinta sull’offerta internazionale (nell’edizione 87, in programma dal 21 al 23 giugno, i marchi stranieri saranno il 62%, 347 su 557); l’allargamento al lifestyle, con la forte presenza dei marchi (saranno 125) che affiancano all’abbigliamento il design, i complementi d’arredo, l’oggettistica; l’attenzione ai brand piccoli e di ricerca che portano energia e creatività.

«In questo modo il Pitti Bimbo è diventato il punto di riferimento internazionale per le aziende innovative, e questo fa bene alla manifestazione», ha spiegato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, che organizza la fiera. «Il viaggio nel lifestyle è il segnale che sta cambiando il modo di raccontare il bambino», ha aggiunto il direttore generale Agostino Poletto definendo la fiera una «piattaforma-mondo» per le aziende.

La forte presenza di marchi internazionali «non è una condanna, ma un’opportunità – secondo Napoleone – perché attira visitatori da quei mondi». Al Pitti Bimbo sono attesi 10mila visitatori di cui 5.300 compratori.

Scomparse le sfilate delle singole aziende («hanno costi troppo alti»), al Pitti Bimbo restano le sfilate collettive fatte da Pitti Immagine per valorizzare singole sezioni e quella fatta da sette brand spagnoli, organizzata da Icex-Espana Exportacion.

Sul fronte del mercato, l’industria italiana della moda junior nel 2017 ha visto crescere il fatturato dell’1,9% a 2,8 miliardi di euro (stime Sistema moda Italia), trainato dall’export (+3,1% sopra 1 miliardo), che ormai sfiora il 40% dei ricavi (era il 32% nel 2012). Il saldo commerciale resta però negativo (-685 milioni), visto che le importazioni in questo comparto valgono 1,7 miliardi (-0,5% sul 2016). Il segmento bebè (0-3 anni) soffre, con una contrazione dell’export 2017 del 2,4% a causa del ridimensionamento dei mercati spagnolo, francese e tedesco.

Tra le aziende italiane continua il rafforzamento dei marchi dell’adulto nel segmento junior. La novità è la quotazione entro giugno dell’aretina Monnalisa, che nel suo 50° anniversario sbarcherà sul segmento Aim di Piazza Affari, diventando la prima azienda italiana del settore bambino a essere quotata, traguardo che sarà festeggiato proprio a Pitti Bimbo.

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