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Weekend al Marais fra hotel settecenteschi, tarte tatin e shopping esotico

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PARIGI

Weekend al Marais fra hotel settecenteschi, tarte tatin e shopping esotico

Alcuni passanti guardano oltre le vetrine della facciata blu reale, e vedendo un pianoforte e un’arpa di fine Settecento, accanto a un antico tavolino con carte da gioco d’epoca, si chiedono se si tratti di un negozio di antiquariato o di un piccolo museo. Invece, il 12 della lunga Rue Vieille du Temple, nel cuore del Marais parigino, l’indirizzo dell’hotel Caron de Beaumarchais, raro caso di albergo a tre stelle capace di comportarsi come uno di lusso.

Il segreto di questo piccolo hotel, di 19 stanze, la formula messa a punto dal suo proprietario, Alain Bigeard, storico dell’arte che lo ha rilevato nel 1991 trasformando il precedente, molto anonimo albergo in uno degli indirizzi pi apprezzati da chi in cerca di qualit rare come originalit e autenticit.

Caron de Beaumarchais il cognome di Pierre-Augustin, poliedrico intellettuale e avventuriero della seconda met del Settecento che visse per circa dieci anni nella Rue, in un momento in cui Parigi era capitale di progressi ideali ed estetici: Il mio progetto vuole esprimere la Parigi del tempo, modellata dal gusto di Madame de Pompadour, “matresse-en-titre” di Luigi XV - spiega Bigeard -: ho preso spunto anche dalla leggerezza delle opere di Caron de Beaumarchais, suo protetto, come Le Nozze di Figaro e Il Barbiere di Siviglia. Trovo che quel periodo esprima il momento pi interessante dell’eleganza e della grazia francese, per questo con il mio albergo ho voluto ricreare una casa privata dell’epoca.

La lobby dell’hotel

Gli strumenti musicali che attirano l’attenzione dei passanti sono pezzi d’epoca che Bigeard ricerca con passione, come tutti gli arredi e il dcor dell’hotel, molti in stile Luigi XV, con la sua leggerezza e sinuosit delle forme. Le pareti sono ricoperte di seta sintetica (ahim, quella naturale poco resistente, aggiunge) che riproduce stampe floreali d’epoca, realizzate da manifatture tessili artigianali. Lampadari di cristallo, cornici dorate, ritratti di dame sei e settecentesche danno vita a un ambiente intimo, quasi domestico, e insieme dall’aria museale. Sulle pareti, ma anche in ascensore, stampe d’epoca, mentre spartiti delle opere di Caron de Beaumarchais (che furono musicate anche da Mozart e Rossini) sembrano appoggiati distrattamente su consolle e comodini. Nelle stanze, che danno sulla Rue Vieille o sul retro (bellissime quelle ricavate dal sottotetto, con antiche travi a vista e minibalconcino sui tetti del Marais) rose fresche tutti i giorni, e nelle toilette le amenities hanno la fragranza dell’Eau de Hadrien di Annick Goutal.

Pensato come hotel per chi ama passeggiare per Parigi ed esplorarne anche novit e classici del gusto, il Caron offre sostanziose colazioni, dove spiccano le marmellate fatte in casa, ma non gli altri pasti. Il cibo pu essere pertanto un’ottima scusa per uscire ed esplorare la lunga strada che nel Duecento portava al palazzo dei cavalieri Templari e alla loro torre, abbattuta da Napoleone nel 1808 perch suscitava pellegrinaggi e sentimenti filoborbonici (vi erano stati imprigionati Luigi XVI e la sua famiglia negli anni della Rivoluzione).

Per una deliziosa e vera tarte tatin con crme frache, oltre il negozio di abbigliamento vintage Chapeau Marron, c’ il Caf Les Philosophes. Pi avanti, sono da non perdere, almeno solo per essere ammirati, i gioielli punk-barocchi di Gavilane, per proseguire verso le boutique di “big” dello stile parigino come Maje, Zadig & Voltaire e Sandro.

I cuscini ricamati di Csao

Molto interessante la boutique Csao, acronimo di Compagnie du Senegal et de l’Afrique de l’Oest, fondata nel 1995 da Valrie Schlumbert, che vende pezzi di artigianato africano fra cui meravigliosi cuscini ricamati a mano, ognuno con una parola gioiosa come amore, felicit, pace, pezzi unici realizzati da una cinquantina di artigiane locali (li trovate anche nel museum shop del vicino Muse Picasso, ma a prezzo maggiorato).

Il piano interrato di Uniqlo Marais

Andando verso Place des Vosges vale la pena visitare il flagship Uniqlo, reso speciale dall’aver recuperato la vecchia sede della Societ des Cendres, che dal 1859 recuperava gli scarti dei metalli preziosi delle botteghe orafe del Marais. Al piano interrato stata allestita una mini-esposizione di antichi strumenti di lavoro ritrovati durante il restauro. Infine, imperdibile una sosta nella celebre piazza con le luci del tramonto che si riflettono sulle facciate color mattone e il profumo dei tigli in fiore.

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