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Al Florian di Venezia domande esistenziali (per la Biennale) fra…

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arte in città

Al Florian di Venezia domande esistenziali (per la Biennale) fra caffè e velluti. E in Cina inaugura il sesto locale

Ci sono luoghi intramontabili oltre che leggendari, perché sanno reinventarsi e parlare al presente. Fra questi c’è il Caffè Florian di Venezia, ritrovo esclusivo dalla sua fondazione nel 1720. Emblema di una certa élite sociale e intellettuale da tre secoli, è su tutte le guide turistiche insieme ai monumenti più importanti della città, e tutti lo conoscono non solo per l’allure antica, il servizio in livrea e guanti bianchi e la posizione straordinaria in piazza San Marco.

Lo storico Caffè, ai cui tavoli fu decisa l’istituzione della prima Biennale alla fine dell’Ottocento, è una presenza attiva e partecipe nella scena dell’arte contemporanea veneziana, con una propria collezione in fieri e la rassegna “Unica”, curata dal direttore artistico del Florian Stefano Stipitivich, che ogni anno coinvolge un artista o un architetto di fama internazionale per reinterpretare gli spazi del Caffè durante la Biennale, quest’anno dedicata all'architettura, dal 26 maggio al 25 novembre.

Ospite del Florian per il 2018 è il designer Aldo Cibic, che ha realizzato per la Sala Cinese l'installazione partecipativa “(in)complete”: in un’atmosfera intima, da alcova veneziana, con un tavolino, due sedie e uno schermo, un intervistatore rivolge 16 domande a chi tra il pubblico si offre per rispondere. Le domande si trovano scritte anche sui coprivassoi colorati, sempre disegnati da Cibic, usati per servire ai tavoli, e sul sito www.incomplete.design, dal quale si può rispondere in remoto per partecipare al sondaggio esistenziale.

(in)complete è l'installazione di Aldo Cibic, che il Caffè Florian di Venezia presenta in occasione della Biennale di Architettura 2018. È un'opera interattiva a cui chiunque può contribuire rispondendo a 16 domande. I risultati del questionario vengono tradotti in una nuvola in movimento che rappresenta il pensiero individuale. Le singole nuvole poi formano un cloud che raffigura invece in nostro tempo.

Per esempio, viene chiesto: Di cosa hai bisogno maggiormente per star bene? Quanto credi che siano importanti le piante per il nostro benessere? La natura potrebbe distruggerci? Fino a che punto gestisci le tue esperienze attraverso lo smartphone? Una vita virtuale è paragonabile a quella reale? Tutte questioni esistenziali e attualissime, che invitano a riflettere sul rapporto uomo-ambiente e reale-virtuale. Le risposte vengono raccolte da una piattaforma open source, elaborate e proiettate sotto forma di nuvola, che si aggiunge a quelle degli intervistati generando un cloud in 3D, che è per sua natura sempre in movimento e incompleto. «Lo scopo delle interviste - ha raccontato Cibic all'inaugurazione - è una ricerca in progress sulla vita e sul design», una sorta di sondaggio per indagare lo spirito del nostro tempo, le cui risposte verranno analizzate e raccolte in un catalogo a fine performance, l'8 settembre.

Poche ore prima dell’inaugurazione di Unica 2018, all’altro capo del mondo il gruppo Florian ha inaugurato un nuovo caffè a Taichung, sull’isola di Taiwan, procedendo nella sua strategia di espansione sul mercato internazionale. È il sesto locale in Cina, e come gli altri ne rappresenta l’evoluzione in chiave contemporanea: ha arredi sontuosi ma moderni, con l’eccezione di una fedele riproduzione di una sala del caffè storico, e si trova all’interno di un department store di lusso del colosso cinese Shin Kong Mitsukoshi, con cui è in corso una joint venture per un ulteriore piano di sviluppo a Oriente.

Il 23 maggio è stato inaugurato a Taichung un nuovo Florian, il secondo di Taiwan, e il sesto in Cina. Gli arredi curati dall'architetto Gloria de Ruggiero riprendono lo stile storico rinnovandolo. Solo una saletta è copia fedele di un angolo del Caffè veneziano, con divanetti di velluto rosso e un'opera della Collezione Florian. A Taichung, sono esposte le foto di Massimo di Capua sul carnevale veneziano

Il menù, espresso incluso, è invece lo stesso per tutti in tutti i Florian, da Ovest a Est, dal Nord Italia a Roma dove c’è un Florian, non accessibile al pubblico, nella sede del ministero degli Esteri. A volerlo fu infatti un ministro per offrire un servizio all’altezza della diplomazia internazionale. Se la bellezza ha un effetto reale sulla nostra vita, come chiede l’ultima domanda del questionario di Cibic, al Florian se ne fa sempre una discreta scorpacciata.

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