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Gucci, Valentino e Fendi guidano l’innovazione digitale “made in Italy” del lusso

In un contesto in cui la presenza online dei marchi di lusso - sul piano della vendita, ma anche della comunicazione - non è più un optional, ma un imperativo, i brand del lusso made in Italy aumentano la loro competitività digitale nello scenario internazionale. Lo afferma la sesta edizione della “DigitalCompetitive Map” di Contactlab e Exane Bnp Paribas, che ha analizzato il livello di competitività digitale e cross canale di 34 marchi di moda e lusso a livello globale.

A guidare la classifica c'è propro un marchio italiano: Gucci, brand della galassia Kering che nel 2017 ha messo a segno una crescita economica record, toccando i 6,2 miliardi di euro di ricavi, ha spinto sul fronte web passando dal terzo posto dello scorso anno al primo, a parimerito con Burberry, etichetta britannica che per anni ha vantato la leadership indiscussa : «Gucci si sta impegnando da tempo - spiega Marco Pozzi, senior advisor di Contactlab e responsabile della ricerca - ed è migliorato a tutto campo. Oggi performa molto bene sia sul proprio e-commerce sia sui canali indiretti».

Uno dei punti di forza dalla maison dalla doppia G sarebbe l'ampiezza dell'offerta online: «Gucci vende bene non solo i prodotti “tradizionali” - continua Pozzi - come la pelletteria, ma è molto presente anche con gli accessori per la casa, come Hermès».

Non è solo Gucci a tenere alta la bandiera italiana nel panorama online: nella top 5 della classifica generale della competitività - analizzata sulla base di 19 criteri e 178 parametri che “incrociano” innovazioni strategiche e servizi per il cliente - spiccano anche Valentino, che dal quattordicesimo posto della mappa 2017 è balzato al terzo, davanti a Louis Vuitton, e Fendi, al quinto posto, prima di Cartier. E non sono gli unici: Ermenegildo Zegna è salito dalla quattordicesima posizione alla settima; Bottega Veneta è passata dal ventunesimo al nono posto e, per chiudere la top 10, Bulgari ha scalato la classifica dal 24esimo al decimo posto.

«Quest'anno, insieme a Valentino, vanno segnalate anche le performance di Prada e Zegna che sono cresciuti puntando molto sulla cross canalità - spiega Pozzi -: dovendo vendere un prodotto spesso complesso hanno l'esigenza di stabilire un dialogo con il consumatore che possa anche condurlo in negozio. Poi c'è Bottega Veneta, uno dei marchi migliori nel servire il proprio cliente online, primo nella categoria “style advisory”».

Tra le sfide che i grandi brand hanno davanti a sé nel canale digitale i servizi al cliente sono sempre più rilevanti: «È un'area che i marchi del lusso hanno sottostimato - precisa Pozzi -, ma che vede molti italiani, tra cui Loro Piana e Tod's, tra i più competitivi».

In primo piano anche la gestione dei social. Il marchio che si è distinto maggiormente in questo campo è ancora una volta italiano: Dolce&Gabbana, premiato dall'uso di Instagram e del social russo Vk. «I social dovranno essere gestiti in maniera sempre più funzionale, con nuovi servizi come, per esempio, la condivisione di foto via app di messaggistica, come WeChat e Whatsapp».

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