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La ricerca investe sul filato: è l’«intreccio» tecnica-estetica

(Afp)
(Afp)

La ricerca è un’importante direttrice di sviluppo del tessile made in Italy, a partire dal filo, per arrivare al tessuto. A Pitti Filati, la cui 83esima edizione si è chiusa ieri alla Fortezza da Basso di Firenze, sono stati presentati filati ad alto tasso di innovazione. E con diversi obiettivi: proporre un prodotto più funzionale, che, quindi, vada incontro all’esigenza di tessuti più performanti, spinta innanzitutto dalla diffusione sempre più ampia dei capi d’ispirazione sportiva, ma anche dare vita a filati “innovativi” dal punto di vista dell’estetica.

Quando si parla di tessile e moda, del resto, l’occhio vuole la sua parte. È il caso di Sparkling e Lumière, filati camaleontici, luminosi e cangianti, prodotti da Lineapiù e presentati nei giorni scorsi proprio a Firenze. In un equilibrio tra «tecnica, innovazione e bellezza», ha spiegato il presidente dell’azienda pratese, Alessandro Bastagli. Fortemente innovativo anche il mohair extralong reso tridimensionale, ad effetto pelliccia e con intrecci metallici, della Filpucci, azienda di Campi Bisenzio con alle spalle 50 anni di attività. O, ancora: Harmony 4.0 di Lanificio Tollegno, un filo iper elastico, idrorepellente e ingualcibile che, mantenendo morbidezza e appeal estetico, può essere utilizzato sia per la creazione di capi più sportivi oppure per ripensare l’abbigliamento classico in una chiave che ben risponde alle esigenze quotidiane.

Seguendo “il filo” della ricerca tecnologica, si passa poi al tessuto - in attesa dell’edizione di Milano Unica che si svolgerà dal 10 al 12 luglio alla Fiera di Rho-Milano - che è sempre più sofisticato in termini sia di estetica sia di performance. E, soprattutto, è sempre più «green»: l’industria tessile, a monte della filiera, già da anni ha cominciato a ripensare il proprio processo produttivo per ridurne l’impatto ambientale, a livello di consumo di sostanze chimiche, di utilizzo di energia e di acqua, ma anche di smaltimento dei rifiuti.

Tra le aziende impegnate c’è la Tessitura Monti che ha sviluppato una collezione di tessuti - Brezza Bio, in cotone; Hollywood Bio, in lino - ottenuti da materia prima organica e poi lavorati con tecniche di tintoria e finissaggio eco-friendly. A questo filone sostenibile, il Gruppo Monti affianca una serie di proposte pensate per potenziare la funzionalità del materiale, come quelli “wrinkle free” e quindi privi di pieghe, realizzati con un filato di cotone 80/1 morbido e resistente agli strapazzi.

Oggi la ricerca tessile è orientata sempre di più a fondere questi due “trend” destinati a crescere sempre di più e, dunque, a proporre tessuti che abbinino il dna sostenibile a quello hi-tech. Tra questi c’è senza dubbio Reda Active Proof, presentato a Pitti Immagine Uomo lo scorso giugno: il materiale, sviluppato internamente all’azienda biellese, consiste in una nuova membrana, composta da una miscela di polimeri biodegradabili che la rendono resistente e insieme capace di decomporsi naturalmente nel tempo.

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