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moda e religione

Tendenza “couture sacra”: Gattinoni firma la preziosa veste di una statua della Madonna a Roma

Una delle feste più popolari del quartiere romano Trastevere, la Festa de’ Noantri, avrà quest’anno un tocco couture: è infatti firmata da Guillermo Mariotto, direttore creativo di Gattinoni, uno dei nomi storici dell’alta moda romana, la veste della Madonna del Carmine, statua protagonista della processione che si terrà per le vie del quartiere sabato 21 luglio.

Molto legato al culto mariano (spesso indossa un ciondolo raffiugurante la Madonna di Guadalupe, intensamente venerata nel suo Sudamerica), Mariotto ha creato una veste preziosissima: duemila ore di lavoro sono occorse, alle sarte dell’atelier, per realizzare l’abito in candido in crepe cady di seta arricchito di simboli mariani dorati, fra cui rose e stelle, la bordatura rosso carminio ricamata con cristalli, come il mantello in velluto di seta rosso carminio. La corona della statua è dell’orafo salentino Gianni De Benedittis, in argento con rubini cabochon.

Per Mariotto non si tratta di un debutto, in qualla che potremmo chiamare “couture sacra”: nel 2016, infatti, ha realizzato la veste della Madonna Addolorata del Santuario di Rivotorto d’Assisi. Altri stilisti si sono cimentati con la vestizione di immagini sacre, a partire da Riccardo Tisci, oggi direttore creatvo di Burberry, che tre anni fa firmò una meravigliosa cappa per la statua della Madonna delle Grazie di Palagianello (Taranto), il suo paese d’origine, un’altra preziosa creazione couture, che richiese 3mila ore di lavoro fra l’atelier Lorma di Como e la Jato di Bologna, che realizzò i ricami nel jacquard di seta. Ancora prima, nel 1983, Yves Saint Laurent firmò la veste della statua della Vergine nella chiesa parigina di Notre-Dame de Compassion, a cui mise anche una coroncina fatta fare dagli maestri orafi di Goossens.

La migliore ricostruzione del rapporto fra arte sacra e moda, però, si trova al momento a New York: al Costume Institute del Metropolitan Museum, fino all’8 ottobre, la mostra “Heavenily Bodies” raccoglie paramenti sacri, creazioni couture, opere d’arte, in un’indagine fra immaginazione e rappresentazione del sacro raccontata con il linguaggio della moda.

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