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Mostre, fiori protagonisti a Villa Carlotta

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Mostre, fiori protagonisti a Villa Carlotta

C’è chi dice che le sculture più belle del mondo non si trovino nei musei, ma siano gli alberi dei parchi botanici. Come dargli torto? Tuttavia c’è un posto al mondo, ed è Villa Carlotta di Tremezzo, sul ramo occidentale del Lago di Como, dove la gara tra arte e natura si fa serrata. E non soltanto perché tra i saloni dell’antica dimora che fu dei marchesi Clerici, poi dei Sommariva e dei duchi Sassonia Meiningen sono conservati alcuni capolavori di Antonio Canova e di Francesco Hayez (tra cui L’ultimo bacio di Giulietta a Romeo, versione giovanile del più celebre Il bacio di Brera).

La partita più eccitante si gioca quando a sfidare la natura sono una pittrice di botanica, un fotografo visionario e un eccentrico collezionista di fiori di vetro, invitati a esporre i loro “capolavori” nei saloni di Villa Carlotta: a circondarla ci sono un parco di circa otto ettari con siepi geometriche, balaustre e giochi d’acqua (come nei giardini all’italiana del XVII secolo), una vegetazione spontanea ma mai disordinata (come nei parchi romantici del Settecento) e con cespugli di rododendri, azalee (più di 150 varietà), piante rare ed esotiche aggiuntesi in modo armonioso nel coso dell’Ottocento.

Il corto circuito tra interno ed esterno, tra arte e natura, tra raffinati manufatti e innocenti fiori-attori diventa, a dir poco, elettrizzante.

Fino al 9 settembre, ad esempio, sono esposti i fiori di vetro colorato soffiati a Murano nei primi decenni del Novecento. Provengono dalla collezione di Enrico Bersellini, un ex imprenditore di Parma, oggi in pensione. Nell’arco di quarant’anni ne ha raccolti circa 50, un quinto della sua collezione fatta di 250 esemplari dalle fogge più varie, soprattutto di animali. Sono pezzi unici, che interpretano in modo originale il mondo floreale; usciti dalle fornaci storiche muranesi di Venini, Zecchin-Martinuzzi, Barovier&Toso, Pauly&C., Salviati, sottolineano il miracolo di ogni creazione.

A sfidare le bellezze del giardino di Villa Carlotta sarà poi, dal 12 al 30 settembre presso la Wunderkammer, la pittrice botanica Silvana Rava, classe 1963, tra le più quotate artiste italiane di questo genere pittorico di tradizione anglosassone. Su carta o su pergamena, rigorosamente all’acquerello, Rava realizza tavole scientifiche secondo regole e canoni estetici molto precisi: ogni corolla, foglia, stelo e pistillo dipinto deve rispettare le proporzioni e i colori dell’originale, in un delicatissimo ritratto dal vero che richiede tanta pazienza. Disegnatrice tessile, Silvana Rava esordisce nel genere botanico nel 2000 e da allora la sua carriera è in crescendo: membro di FloraViva, l’associazione dei pittori botanici italiani (pochissimi), nel 2008 ha vinto la medaglia d’oro alla Royal Horticultural Society di Londra. Dipinge e insegna nel suo atelier di Lenno, sulle rive del Lario e celebra la bellezza di ciò che è vivo, in ogni sua declinazione.

Anche l’ultima mostra in calendario a Villa Carlotta dal 15 settembre al 4 novembre, Amata bellezza, presenterà immagini floreali: sono fotografie di grande impatto e formato, elaborate dal milanese Mario Carrieri, classe 1932. Ci dicono l’eterna fragilità della bellezza e la ferita che ogni volta si apre quando la incontriamo, in modo inatteso e gratuito. Con la sua luce spietata Carrieri fa emergere dai fiori l’incanto e il dramma che animano ogni creatura. Davanti alla bellezza della realtà l’artista vede ciò che i nostri sensi non vedono; lo esprime nel suo lavoro, ma non è che un barlume di quello splendore che è balenato, per qualche istante, davanti agli occhi del suo spirito.

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