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Tsipras non molla: «Ci vogliono umiliare, Fmi ha…

LA CRISI GRECA

Tsipras non molla: «Ci vogliono umiliare, Fmi ha responsabilità criminale». Ma Juncker: «Il governo greco mente»

Le trattative tra Grecia ed Europa continuano ma le dichiarazioni dei leader non lasciano presagire nulla di buono. Sia Alexis Tsipras che Angela Merkel hanno infatti manifestato tutta la loro frustrazione per la mancanza di progressi nei negoziati, a due giorni dall’Eurogruppo in Lussemburgo che ha il sapore di ultima spiaggia per tutti. Mentre il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker arriva a dire che il governo di Atene racconta il falso.

Il premier greco, davanti ai parlamentari del suo partito, ha alzato ulteriormente i toni della retorica in un’escalation verbale che mostra come i rapporti tra le parti siano sempre più avvelenati.

Le istituzioni creditrici di Atene (Ue, Bce e Fmi) «vogliono umiliare il governo greco», ha dichiarato il premier ellenico ai deputati di Syriza. «L’ossessione dei creditori per un programma di tagli non può essere un errore, ha fini politici», ha aggiunto Tsipras;«I creditori stanno utilizzando i negoziati per dimostrare la loro forza, noi stiamo trattando in buona fede». Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro delle Finanze Varoufakis, che non vede «margini per altre concessioni» nei confronti dei creditori.

Tsipras ha poi criticato la Bce per «insistere su una linea di strangolamento finanziario» - nonostante Francoforte da mesi stia letteralmente tenendo in piedi l’intero sistema bancario greco con massicce iniezioni di liquidità - e il Fondo monetario di «responsabilità criminale», un’accusa pesante che certo non aiuta a rassenerare il clima. «Siamo in questa posizione perché il Fmi prevale sulla durezza delle misure di austerità e la Ue ha la meglio quando si tratta di negare un dibattito sulla sostenibilità del nostro debito». «Fissarsi sui tagli, molto probabilmente fa parte di un piano per umiliare un intero popolo che nei passati cinque anni ha sofferto per colpe non sue - ha detto il leader 40enne che è ormai una bandiera della sinistra europea - È giunto il momento che le proposte del Fmi vengano giudicate dall’opinione pubblica, dall'Europa».

Nonostante le «dichiarazioni aggressive», ha però puntualizzato Tsipras,«ci sono forze in Europa che lavorano per un accordo equo». Il suo tentativo appare insomma quello di aprire una breccia nel fronte europeo, che non appare più coeso come qualche settimana fa. Anche all’interno del governo tedesco, azionista di maggioranza dell’Eurozona, appaiono sempre più forti le tensioni tra i “falchi” capitanati dal ministro delle Finanze Schaeuble, contrati a qualsiasi ulteriore sconto sul debito greco, e l’ala più pragmatica guidata dal cancelliere Merkel, che per salvare l’integrità dell’Eurozona potrebbe anche accettare di fare concessioni su questo punto chiave.

Proprio dalla Merkel trapela un certo pessimismo sui negoziati, ma anche la determinazione ad andare avanti fino in fondo per cercare un accordo. «Ci sono purtroppo poche novità da riportare», ha dichiarato il cancelliere tedesco, che tuttavia ha dichiarato di «voler fare tutto per mantenere la Grecia nell'Eurozona. Merkel ha spiegato che i lavori negoziali sono «tutti concentrati sull'incontro di giovedì», quando si riunirà l'Eurogruppo, ma che non è possibile «capire se ci sarà un accordo entro giovedì». «In questi giorni mi concentro con tutte le mie forze per far sì che si trovi una soluzione - ha aggiunto - e per far sì che sia possibile che la Grecia resti nell'euro. Questo ritengo sia il mio compito e a questo mi dedico».

Assai pesante è l’attacco che arriva invece da Jean-Claude Juncker: «Incolpo il governo di Atene perché racconta cose che non sono state proposte dalla Commissione», ha detto il presidente della Commissione. Juncker afferma di «non esser a favore» dell'aumento dell'Iva su medicine e elettricità e di aver proposto invece tagli alla difesa e «un piano di investimenti da 35 miliardi fino al 2020». Al termine di un incontro con il segretario generale della Nato Stoltenberg, Juncker ha indicato ai giornalisti che la discussione sui termini dell'accordo in Grecia e fuori «sarebbe più semplice se il governo ellenico spiegasse ai greci esattamente quello che la Commissione europea propone: do la colpa al governo greco per aver raccontato cose che non coincidono con quelle che io ho detto al primo ministro». Juncker ha spiegato di non aver avuto altri contatti con le autorità elleniche da domenica, «quando abbiamo deciso di interrompere i negoziati, perché vista la posizione greca la discussione non portava a niente».

Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, i leader dell’area euro stanno valutando anche la possibilità di convocare un summit straordinario domenica prossima nel caso in cui giovedì non si arrivi a un’intesa tra i ministri delle Finanze.

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