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Tunisia, terrore in spiaggia: 38 morti nell’attacco a due hotel

attentati jihadisti

Tunisia, terrore in spiaggia: 38 morti nell’attacco a due hotel

Tunisia, Francia, ma anche Kuwait e Somalia. Il jihad si scatena nel venerdì del Ramadan colpendo tre continenti quasi simultaneamente. L'attentato più grave sulla spiaggia di fronte a due hotel di lusso a Sousse (qui la mappa), nel golfo di Hammamet in Tunisia: 38 morti e 36 feriti, alcuni gravi, in buona parte stranieri, tre mesi dopo il massacro del museo del Bardo a Tunisi, il 18 marzo, che aveva registrato 24 morti, tra cui 4 italiani, e 45 feriti. Questa volta i luoghi scelti per il barbaro attacco a colpi di kalashnikov sono due resort, 140 chilometri a sud della capitale, 94 da Hammamet. La Farnesina ha verificato l'eventuale presenza di italiani, ma in serata ancora non risultava il coinvolgimento di connazionali. Uno degli attentatori è stato arrestato, il secondo è stato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia (si vedano le foto). Il commando armato è arrivato dal mare con un gommone.

L’attacco richiede una risposta «globale», ha dichiarato il presidente tunisino Béji Caid Essebsi. «La Tunisia è ora di fronte a un movimento internazionale e non può rispondere da sola. Come prova il fatto che lo stesso giorno, allo stesso momento, la Francia e il Kuwait sono stati obiettivo di un'operazione parallela».

Gli Stati Uniti hanno condannato «con la massima fermezza gli attacchi terroristici odiosi» compiuti in Francia, Tunisia, Kuwait e Somalia, ma non li considerano degli attentati coordinati. «Non credo ci siano prove di un coordinamento tattico tra gli attacchi», ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Usa, John Kirby. «Detto questo, ci sono legami con il terrorismo, in modo chiaro», ha osservato il portavoce, parlando di «similitudini» tra gli attentati.

Tra le vittime turisti di nazionalità britannica (almeno 5), tedesca, belga (4 feriti) e francese, ma anche molti cittadini tunisini. L’Unità di crisi della Farnesina sta verificando l'eventuale presenza di nostri connazionali. Nel mirino due alberghi , l'Imperial Marhaba (un resort a 5 stelle, con 565 persone ospitate) e l'Hotel Soviva (un albergo a tre stelle).

Lo scenario dell’attacco
La spiaggia su cui si affaccia l’Imperial Marhaba hotel è quella di Kantaoui. L’attentatore poi ucciso dalle forze di sicurezza era un giovane studente originario della città tunisina di Kairouan. Lo ha reso noto Rafik Chelli, sottosegretario agli Interni tunisino. Secondo la ricostruzione di Chelli, il giovane è arrivato sulla spiaggia armato con un kalashnikov nascosto sotto un ombrellone e ha subito aperto il fuoco contro le persone sulla spiaggia. Un altro attentatore è stato arrestato dalle forze di sicurezza dopo una fuga durata poche ore.

Le testimonianze
«Pensavamo fossero dei petardi, ma abbiamo capito velocemente quello che stava accadendo», ha raccontato a Sky News un turista inglese, Gary Pine, presente sulla spiaggia di Sousse. «C'è stata una fuga di massa dalla spiaggia - ha aggiunto - mio figlio era in acqua e io e mia moglie gli abbiamo urlato di uscire e lui è corso fuori e ha visto una persona mentre veniva colpita». Le persone sulla spiaggia sono tutte fuggite nei rispettivi hotel e sono attualmente barricate nelle stanze, terrorizzate, in attesa di sviluppi. Secondo la testimonianza di un impiegato del resort, uno degli attentatori era un giovane vestito in short, «sembrava un turista».

Colpo al cuore per il turismo
Sousse, situata sulla costa centro-orientale tunisina, è capoluogo del governatorato omonimo, terza città tunisina per popolazione, uno dei poli turistici più importanti del Paese e la sua Medina è stata inserita nel Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. La Tunisia è in stato di altissima allerta fin dall’attentato dello scorso marzo al Museo del Bardo.Nel 2014 inoltre un attentatore suicida si era fatto saltare in aria su una spiaggia di Sousse, senza causare alcuna vittima. Dopo l'attentato del Bardo il settore del turismo, strategico per l'economia tunisina, ha fatto registrare nell'aprile scorso un calo del 25,7% rispetto all'anno precedente nel numero dei turisti e del 26,3% dei ricavi in valuta.

Tour operator in allarme
«Quelle che vengono dalla Tunisia sono brutte notizie. Anche per il turismo: la Tunisia infatti è una delle mete più amate dagli italiani e si stava riprendendo solo ora dagli effetti negativi internazionali suscitati dall'attentato al Museo del Bardo a Tunisi». Lo dice Fortunato Giovannoni della Fiavet (è stato presidente fino a un mese fa). «Certo, nel settore degli operatori turistici c'è preoccupazione -conferma Giovannoni- anche perché quest'ennesimo attentato avviene proprio all'inizio della stagione turistica più praticata dagli italiani». «Dopo l'attentato al Bardo -conclude Giovannoni- si pensava che il governo avesse la situazione sotto controllo e la stessa Msc Crociere aveva annunciato il ripristino dello scalo a Tunisi. Ma evidentemente la situazione non era tranquilla».

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