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Vw, la Ue: «Andremo fino in fondo»

lo scandalo delle emissioni truccate

Vw, la Ue: «Andremo fino in fondo»

È ancora bufera su Volkswagen. Negli ultimi due giorni il titolo ha perso il 35 per cento, a causa dello scandalo delle emissioni truccate. In una nota il gruppo tedesco ammette: un’inchiesta interna ha rivelato l’utilizzo del software incriminato per alterare le emissioni inquinanti, non solo sui 480mila veicoli venduti negli Usa, ma anche in altri 11 milioni di veicoli diesel commercializzati nel resto del mondo. Il gruppo tedesco ha inoltre annunciato accantonamenti record di 6,5 miliardi nel bilancio del terzo trimestre in vista della maxi-multa in arrivo dalle autorità americane.

Sul caso è intervenuta anche la cancelliera Angela Merkel, che ha chiesto di fare «piena chiarezza». Di fronte alla portata dello scandalo traballa la poltrona dell’amministratore delegato Martin Winterkorn: secondo Tagesspiegel il manager 68enne verrebbe scaricato entro venerdì (quando verrà esaminata dai 20 componenti del Consiglio di amministrazione) e sarebbe già pronto il suo sostituto: Matthias Mueller, attuale numero uno della controllata Porsche.

Nel pomeriggio di ieri il Ceo di Wolfsburg ha chiesto «scusa per la cattiva condotta della compagnia». Winterkorn ha promesso «franchezza e trasparenza massime» e ha affermato che «non dovranno verificarsi mai più manipolazioni alla Volkswagen». In un videomessaggio Winterkorn ha dichiarato che «fare chiarezza riveste la massima priorità» e ha aggiunto: «Non abbiamo ancora tutte le risposte allo scandalo sui gas di scarico». Il ceo ha chiesto anche «fiducia per andare avanti».Poi ha aggiunto: «Metteremo tutto sul tavolo, il più velocemente possibile e in modo trasparente».

Il comunicato del gruppo
In una nota diffusa ieri mattina, il gruppo di Wolfsburg ha spiegato che «i nuovi veicoli con motori diesel Euro 6 attualmente disponibili nell’Unione Europea rispettano gli standard legali e ambientali». Tuttavia un’inchiesta interna ha rivelato «discrepanze» tra le emissioni dichiarate e quelle effettive «in undici milioni di veicoli nel mondo equipaggiati con motori diesel EA 189», lo stesso tipo di motore finito nel mirino negli Stati Uniti, ben oltre dunque i 480mila veicoli coinvolti oltreoceano. Il gruppo «sta lavorando intensamente - prosegue la nota - per eliminare queste deviazioni ... ed è in contatto con le autorità preposte e con l’Autorità federale tedesca per i trasporti (KBA – Kraftfahrtbundesamt)». Per coprire i costi legati a questa vicenda Vw ha inoltre deciso di accantonare 6,5 miliardi di euro dal bilancio del terzo trimestre del 2015, numeri che potrebbero essere rivisti. Anche gli obiettivi di utile per il 2015 saranno «rivisti».

Il comunicato è stato una vera e propria «bomba» perché ha svelato le reali dimensioni dello scandalo, ben più estese di quanto si pensasse fino a ieri sia in termini numerici che geografici. Stamane è stata la Corea del Sud ad annunciare l’apertura di un’inchiesta ma la vicenda ormai ha acquisito una dimensione mondiale.

L’Italia avvia un’indagine
Il ministero dei Trasporti italiano ha avviato una indagine con Volkswagen e il principale omologatore sul caso della manipolazione dei motori diesel. Il ministero, spiega una nota, interpella sull'accaduto sia il KBA (Kraftfahrt-Bundesamt), soggetto terzo, il maggiore omologatore delle auto in questione, sia il costruttore per chiedere se il medesimo illecito avvenuto negli Usa, dove vigono però regole differenti per la omologazione, sia praticato su omologazioni della stessa autorità tedesca per l'Europa e se i veicoli siano stati commercializzati in Italia. Nella lettera rivolta al KBA si esprime «preoccupazione in merito all'accaduto, in relazione alla protezione dell'ambiente ed alle possibili ripercussioni sul sistema di omologazione dei veicoli, vigente nell'Unione europea».

La Ue si muove
Tutta l’Europa si mobilita. La Commissione Ue ha annunciato che ha deciso di convocare «a breve» una riunione delle autorità nazionali responsabili della vigilanza sui gas di scarico dei veicoli, a seguito dello scandalo sulle manipolazioni delle emissioni a Volkswagen. La questione viene presa «molto seriamente» a Bruxelles, ha spiegato la portavoce Lucia Caudet, anche se è prematuro esprimersi sulla necessità di eventuali misure su scala europea. «Bisogna chiarire i fatti e andare fino in fondo, siamo in contatto stretto con Volkswagen e con le autorità Usa per stabilire i fatti».
La portavoce ha ricordato come la Ue abbia la competenza sulla definizione dei limiti delle emissioni dei veicoli e dei test per verificarli, mentre l'effettivo monitoraggio spetta alle autorità nazionali «che hanno gli strumenti». Infine, la portavoce ha riferito che la Ue sta studiando l'introduzione di nuovi tipi di test su strada per la verifica delle emissioni, invece che affidarsi solo a quelli in laboratorio che erano stati «truccati» negli Usa.

Usa: Volkswagen al centro di indagine penale su emissioni
Oltreoceano l’inchiesta va avanti. Il dipartimento americano di Giustizia sta infatti conducendo un'inchiesta penale su Volkswagen. La casa automobilistica tedesca rischia una pena pecuniaria pari a 37.500 dollari per vettura: in tutto sono oltre 18 miliardi.

Die Welt: il governo sapeva
Il governo tedesco era a conoscenza della manipolazione dei sistemi di controllo delle emissioni utilizzato da Volkswagen. È quanto riporta Die Welt che cita un documento del ministero dei Trasporti in risposta a una interrogazione presentata dai Verdi a fine luglio. Secondo la ricostruzione del quotidiano, i contenuti del documento lascerebbero supporre che Berlino fosse consapevole dell'esistenza di tecniche per manipolare i controlli sulle emissioni tramite software anche se, in quell'occasione, non veniva fatto riferimento specifico a vetture diesel. La risposta del ministro dei Trasporti, Alexander Dobrindt, al quesito presentato dai Verdi, prosegue inoltre Die Welt, lascia intendere che il problema fosse noto anche a Bruxelles. Lo stesso ministro dei Trasporti ha annunciato la creazione di una commissione di inchiesta sulle vetture diesel di Volkswagen.

Hillary Clinton: vergognoso, ora paghino
Sullo scandalo che da venerdì scorso sta travolgendo Volkswagen, che ha barato sui livelli di particelle inquinanti prodotte da milioni dei suoi motori diesel, interviene anche Hillary Clinton, candidata democratica alle elezioni presidenziali del 2016. Secondo l'ex segretario di Stato, il fatto che il gruppo tedesco abbia barato è «vergognoso». «Quando le aziende mettono i profitti davanti alla sicurezza e all'ambiente, ci dovrebbero essere delle conseguenze», ha dichiarato su Twitter.

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