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Isis, primo raid aereo francese in Siria. Il premier Valls: è…

Il premier Valls: «È legittima difesa»

Isis, primo raid aereo francese in Siria. Il premier Valls: è legittima difesa

L'Eliseo ha annunciato di aver condotto i primi attacchi aerei in Siria contro lo stato islamico, in coordinamento con la coalizione internazionale. «La Francia - si legge nel comunicato della presidenza - ha colpito in Siria -. Lo abbiamo fatto sulla base di informazioni raccolte nelle ultime operazioni aeree condotte da oltre due settimane, nel rispetto della nostra autonomia d'azione, in coordinamento con i nostri partner della coalizione». Parigi «conferma il risoluto impegno» a combattere contro «la minaccia terroristica rappresentata da Daesh» annunciando di voler «colpire ogni volta che in Medio oriente la nostra sicurezza nazionale sarà in gioco».

Il presidente Francois Hollande, parlando con i giornalisti al Palazzo di Vetro, ha spiegato che sei jet francesi hanno attaccato e distrutto un campo di addestramento nella Siria, precisando che nell'azione non sono stati colpiti civili. Ha poi aggiunto che la Francia «discute con tutti e non scarta nessuno» nella ricerca di una soluzione politica al conflitto in Siria. Tuttavia Parigi «considera che il futuro della Siria non può passare per (il presidente, ndr) Bashar al Assad», ha concluso l'inquilino dell'Eliseo.

Il premier francese, Manuel Valls, ha invece dichiarato che i bombardamenti francesi in Siria hanno come obiettivo «le roccaforti dell'Isis dove si sono addestrati quelli che attaccarono la Francia», per cui ritiene che il suo Paese agisca «per legittima difesa».

Parlando alla stampa dopo l'annuncio dell'Eliseo dell'inizio dei bombardamenti, Valls ha segnalato che la Francia sceglie in maniera autonoma gli obiettivi, anche se realizza i raid in coordinamento con i suoi alleati, principalmente gli statunitensi. Dopo aver fatto notare che i bombardamenti continueranno «il tempo che è necessario», Valls ha ricordato che la Francia «adatta la sua strategia» e agisce «su tutti i fronti nella lotta contra il terrorismo, bombardando l'Isis».

Da un anno l'esercito francese opera contro il gruppo terroristico in Iraq con caccia Rafale e Mirage 2000 e un contingente di oltre 700 effettivi; ma in Siria si limitava finora a inviare armi e strumenti di telecomunicazione per i ribelli. Valls ha insistito sulla «necessità di una transizione politica e democratica sulla base dei negoziati di Ginevra con gli elementi moderati dell'opposizione e con elementi del regime» siriano, ma ha nello stesso tempo ha insistito sul fatto che il presidente «Bashar al-Assad non possa essere la soluzione in Siria».

Accordo per lo scambio di intelligence militari
La Francia ha dichiarato di stare operando in coordinaento con i suoi alleati. E proprio a proposito di poli anti-terrorismo le autorità irachene hanno confermato la creazione di un gruppo che comprende anche Russia, Siria e Iran con sede a Baghdad. A riferirlo il sito di Al Arabya che cita fonti irachene secondo cui la cooperazione sarebbe già operativa.

La struttura vedrà il coinvolgimento dei rappresentanti dello Stato maggiore dei quattro paesi coinvolti nell'iniziativa. Il principale compito di questa struttura internazionale sarà quella di raccogliere e analizzare le informazioni sulla situazione in Medio Oriente con l'obiettivo principale di combattere e sconfiggere i terroristi dello Stato islamico.

Intanto il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto un colloquio telefonico con il re saudita Salman per discutere della crisi siriana, due giorni prima del suo intervento previsto all'Assemblea generale dell'Onu. L'ha annunciato il Cremlino. La telefonata è stata un’«iniziativa della Russia», ha precisato il Cremlino. I due leader hanno parlato della «ricerca di una soluzione alla situazione in Siria e della messa in opera di una cooperazione internazionale efficace per lottare contro lo Stato islamico» (Isis), ha precisato la stessa fonte. Putin parlerà lunedì davanti all'Onu per promuovere il suo piano sulla Siria di una coalizione allargata, che includa anche le forze del presidente Bashar al Assad. Nello stesso giorno incontrerà il presidente degli Stati uniti Barack Obama.

Intanto si rafforza la presenza russa
Cresce la presenza militare russa «in Siria a fianco del regime di Assad. Grazie ad un gigantesco ponte aereo operato principalmente dai giganteschi cargo An-124 Condor ed alla spola di navi logistiche e anfibie tra il Mar Nero e la base di Tartus, il dispositivo militare russo si va rafforzando in quantità e qualità», sottolinea Rid, Rivista Italiana Difesa. La presenza russa in Siria, rileva Rid, «si basa su 2 puntelli: l'hub di Mezzeh a Damasco e la base avanzata di Jableh a Latakia. In particolare in questa seconda base negli ultimi giorni sta prendendo forma progressivamente una robusta task force aereo-terrestre equipaggiata di tutto punto». Sono stati di recente segnalati «12 aerei d'attacco al suolo Su-25 e 4 caccia multiruolo Su-30SM. I primi, che costituiscono i contraltari di produzione sovietica dell'americano A-10, sono appositamente concepiti per fornire supporto di fuoco alle truppe a terra. Sono equipaggiati con un potente cannone da 30 mm, bombe e razzi».

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