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Finisce un’era: nello Yorkshire chiude «Big K», l'ultima miniera di carbone

LONDRA - Per i 450 uomini che lavorano a Kellingley Colliery nella contea dello Yorkshire oggi sarà l'ultimo giorno di lavoro. Per l'Inghilterra la giornata di oggi rappresenta la fine di un'era: chiude infatti l'ultima miniera di carbone, che viene estratto da millenni nel Paese, da prima dell'arrivo dei Romani, e che nell'Ottocento aveva permesso la Rivoluzione industriale che aveva reso la Gran Bretagna uno dei Paesi più ricchi del mondo.

Cinquant'anni fa erano mille le miniere sotterranee inglesi, da allora costrette a chiudere una dopo l'altra perchè troppo costose da mantenere. Il declino è stato precipitoso, anche a causa dell'impatto sull'ambiente del carbone, che solo tre anni fa era utilizzato per generare il 40% dell'elettricità necessaria in Gran Bretagna.

La miniera di Kellingley, conosciuta come “Big K”, era la più grande in Europa con una capacità di produzione di 900 tonnellate all'ora, è l'ultima a chiudere i battenti. Sono stati licenziati i lavoratori, molti dei quali hanno continuato la tradizione di famiglia facendo i minatori come i loro padri, nonni e bisnonni. Un secolo fa oltre un milione di persone lavoravano nelle miniere di carbone inglesi, ora sono poche centinaia in cassa integrazione. Kellingley, che contiene ancora 30 milioni di tonnellate di carbone, verrà sigillata con il cemento.

Chris Kitchen, segretario generale del sindacato nazionale dei minatori (Num) ha detto che oggi «è una giornata triste sia per il settore che per il Paese. La nostra tradizione industriale di cui dovremmo essere orgogliosi è stata distrutta dai Conservatori». La cosa paradossale, secondo il sindacato, è che il carbone in superficie continuerà ad essere estratto perchè costa meno, anche se gli effetti sull'ambiente sono più devastanti.

Inoltre l'Inghilterra continuerà a importare carbone dall'estero per diversi anni, anche se il Governo ha stabilito che sarà vietato usare carbone nelle centrali elettriche a partire dal 2025. I prezzi del carbone sono crollati e conviene importare da Paesi dove i costi di produzione e del lavoro sono molto più bassi.

Gli ambientalisti invece ricordano non solo le conseguenze dell'estrazione di carbone sull'ambiente, ma anche gli effetti devastanti sui minatori. Esplosioni in profondità e incidenti sul lavoro hanno ucciso migliaia di lavoratori, mentre altre decine di migliaia sono morti prematuramente con i polmoni occlusi dalla polvere di carbone che avevano inalato per anni.

Per commemorare la chiusura della miniera e la fine dell'estrazione di carbone in Inghilterra i 450 lavoratori di Kellingley hanno organizzato per domani una marcia che uno di loro ha definito “funebre”.

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