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Arabia Saudita, deficit alle stelle per colpa del petrolio. E scatta…

EFFETTO DEI BASSI PREZZI

Arabia Saudita, deficit alle stelle per colpa del petrolio. E scatta l’austerity

Tempo di austerity nel regno saudita. Il crollo dei prezzi del greggio ha fatto lievitare il deficit di bilancio del Paese a livelli «greci» e costretto il governo a varare una Finanziaria all’insegna dei tagli. Non solo, ma sono in arrivo riforme economiche senza precedenti da almeno un decennio.

I dati presentati dal regno dicono che il disavanzo di bilancio ha toccato quest’anno l’astronomica cifra di 367 miliardi di riyal (98 miliardi di dollari), pari secondo stime non ufficiali al 15-16% del Pil, a causa della drammatica caduta delle entrate petrolifere (-23%). Un livello insostenibile che ha indotto il governo a correre ai ripari: nel budget del 2016, il primo sotto il nuovo re Salman bin Abdulaziz Al Saud, è previsto un calo del deficit di ben 10 miliardi di dollari. Il maxi-risparmio sarà raggiunto attraverso una serie di riforme mentre il ministero delle Finanze non esclude il ricorso al mercato obbligazionario - strada insolita per un Paese abituato a enormi surplus di bilancio - per coprire il fabbisogno.

La riforma più dirompente è il taglio dei sussidi energetici. Il processo sarà graduale ma alcune misure entreranno in vigore subito e includono un primo aumento dei prezzi della benzina (da 16 a 24 centesimi di dollaro per litro), un rincaro delle bollette elettriche per i cittadini più ricchi e un piccolo incremento delle tariffe dell’acqua. «Vogliamo indirizzare i sussidi a chi davvero li merita», ha spiegato il ministro dell’Economia Adel Fakeih. L’Esecutivo sta anche valutando l’introduzione dell'Iva in coordinamento con gli altri membri del Consiglio di cooperazione del Golfo (Bahrein, Emirati, Kuwait, Qatar e Oman) e un aumento delle tasse sul consumo di bevande e tabacco. Per ridurre il deficit il governo intende infine portare avanti un piano di privatizzazione di alcuni settori economici che tuttavia non sono stati specificati.

La spesa pubblica saudita così scenderà nel 2016 da 975 a 840 miliardi di riyal. La fetta principale del budget resta la spesa militare con 213 miliardi, una voce lievitata quest’anno per via delle massicce operazioni belliche in Yemen contro i ribelli Houthi.

Il piano di austerità crea un certo allarme in una buona parte del mondo imprenditoriale saudita, già in difficoltà per i ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, che è alle prese con uno scenario impensabile fino a pochi anni fa.

L'Arabia Saudita dunque cerca di adeguarsi alla nuova era del barile a 35 dollari. «Il budget considera i prezzi del petrolio più bassi e le difficoltà economiche e finanziarie a livello regionale e internazionale per la nostra economia», ha ammesso Re Salman. Il governo non ha comunicato il prezzo del petrolio stimato nella Finanziaria 2016: secondo analisti indipendenti potrebbe essere intorno a 40 dollari al barile, cioè poco sopra ai livelli attuali. Nonostante il calo dei prezzi e la sua dipendenza dalle esportazioni di petrolio, l'Arabia Saudita mantiene da tempo inalterati i livelli di produzione. Il Paese esporta 7 milioni di barili di petrolio al giorno e le sue vendite rappresentano il 90% delle entrate fiscali e il 40% del Pil. Un Pil che quest’anno dovrebbe crescere del 3,3% ma che nel 2016 potrebbe rallentare bruscamente.

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