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Quella strana alleanza con la Turchia che ha aperto l'autostrada della Jihad

cancelliera tedesca «inorridita» da raid russi

Quella strana alleanza con la Turchia che ha aperto l'autostrada della Jihad

Pur di tenere lontani i profughi siriani che qualche mese fa aveva accolto a braccia aperte per poi pentirsi, il cancelliere tedesco Angela Merkel, oggi in Turchia, dichiara qualunque cosa. Si dice «inorridita» dai raid russi, che certamente vanno con la mano pesantissima ad Aleppo, ma perché non afferma la stessa cosa della barbarie del Califfato e dei jihadisti?
Dopo un incontro con il premier Ahmed Davutoglu, il pensoso stratega di Erdogan che appoggiando i jihadisti puntava cinque anni fa ad abbattere Assad, si è detta d'accordo nel coinvolgere la Nato per fermare la massa dei profughi. La signora Merkel sta forse decidendo di dare via libera alla Turchia per creare una «zona cuscinetto» che neppure gli Stati Uniti finora hanno concesso? Oltre ai miliardi dell'Unione europea, questo deve essere evidentemente il prezzo concordato con Ankara per fermare i rifugiati. Ma il cancelliere tedesco è informato sulla situazione dei curdi siriani che si oppongono al Califfato e che i turchi vorrebbero far fuori a ogni costo? È molto probabile che lo sia ma lei e forse anche noi abbiamo bisogno dei turchi non di difendere dei princìpi e di coloro che li sostengono combattendo i jihadisti.

La Turchia ha chiuso la frontiera ai profughi proprio per avere l'occasione di penetrare dentro la Siria e spezzare le linee di difesa dei curdi siriani che sono il loro obiettivo principale in quanto ritenuti alleati del Pkk. Ad Ankara dei rifugiati non importa nulla: il presidente Erdogan pensava di usarli come massa di manovra contro il regime di Damasco ed per estendere la sua influenza in Siria ma la resistenza di Assad e l'intervento della Russia hanno fatto saltare i suoi piani. Adesso la Germania va in soccorso di un governo islamico che ha aperto l'autostrada della Jihad e contribuito al caos siriano.

Di fronte alla possibilità che Assad con l'appoggio di Mosca, di Teheran e degli Hezbollah possa restare in sella e vincere la guerra, l'Occidente trova un comodo e interessato alleato nella Turchia per impedire un'affermazione della Russia e dell'unico fronte che combatte l'Isis sul campo. Americani, sauditi e turchi non hanno mai avuto l'intenzione di eliminare il Califfato ma solo di tenerlo sotto controllo intanto che svolgeva il suo compito di abbattere il regime di Assad e di contenere l'influenza regionale dell'Iran. Allora milioni di profughi in Iraq, Siria, Giordania, Libano, Turchia, sembrava che fossero un prezzo equo pur di far fuori il raìs siriano. L'impressione però è che l'Occidente e la signora Merkel si siano svegliati tardi e di affidino a un raìs, quello turco, che non è la soluzione ma una parte del problema.

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