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1/4 Boom, crisi di transizione e disastro: il day-after della Brexit in…

    Boom, crisi di transizione e disastro: il day-after della Brexit in tre scenari

    1/4 Boom, crisi di transizione e disastro: il day-after della Brexit in tre scenari

    David Cameron ha dato formalmente il via al referendum di giugno sull'adesione della Gran Bretagna all'Unione europea, una consultazione che ha profonde implicazioni sia per l'economia del Regno Unito sia per quella dell'Europa.
    Nella prima parte di questa serie speciale di articoli, il Financial Times indagherà gli scenari economici che si prospettano per il Regno Unito nel caso in cui gli elettori il 23 giugno optino per la “Brexit”, tirando una volta per tutte una riga sull'adesione quarantennale della Gran Bretagna al blocco europeo.
    In un sondaggio condotto per il Financial Times all'inizio del 2016 tra oltre 100 economisti, più di tre quarti degli intervistati ha detto di ritenere che la Brexit avrà ripercussioni negative sulle prospettive economiche a medio termine del Regno Unito, nove volte la percentuale (8%) di quanti sono invece convinti che l'economia britannica ne trarrà beneficio.
    Molti sostenitori della Brexit controbattono che gli economisti tendono a essere favorevoli a portare avanti l'adesione della Gran Bretagna all'Ue perché vedono naturalmente con favore relazioni commerciali più strette con gli altri paesi.

    L'adesione del Regno Unito all'Ue, in verità, ha creato nuove opportunità di affari, ma ne ha anche fatte venir meno altre. La maggior parte degli economisti accoglie le prove secondo cui la creazione di scambi commerciali ha di gran lunga ecceduto la quota che si è dispersa per altre strade, e ha anche comportato nella sua scia maggiore competitività, innovazione e specializzazione. Ma l'economia non è in grado di prevedere con esattezza che cosa accadrà nel caso in cui la Gran Bretagna esca dall'Unione europea.
    Gli economisti di solito sono guardinghi nei confronti delle transizioni, poiché temono che l'acuita incertezza rispetto ai rapporti della Gran Bretagna con gli altri paesi arrecherà danni alla fiducia e agli investimenti, quanto meno per alcuni anni, se ci sarà effettivamente la Brexit.
    Gli economisti, oltretutto, hanno maggiori probabilità rispetto ai politici di sminuire l'importanza della sovranità, sostenendo che vi sarà un trade-off tra la sovranità e le autorità che prenderanno decisioni migliori.

    Le conseguenze della Brexit varieranno a seconda dei termini con i quali avverrà concretamente l'uscita dall'Ue della Gran Bretagna – e che andrà negoziata al termine del voto – e così pure del clima economico che si verrà a creare.
    In questa serie, il FT analizza nello specifico tre scenari possibili per tre futuri economici molto dissimili per il Regno Unito fuori dall'Ue: una Gran Bretagna in espansione, una transizione problematica e una decisione disastrosa. Il primo scenario prospetta un'economia scattante, affrancata dalle pastoie burocratiche di Bruxelles; il secondo prospetta un periodo di turbolenze e di instabilità finanziaria prima che il Regno Unito trovi la sua strada; il terzo prospetta un'economia avviata a subire danni a lungo termine.

    Traduzione di Anna Bissanti
    Copyright The Financial Times 2016

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