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Il Piano quinquennale della Cina in dieci punti

ASSEMBLEA DEL POPOLO

Il Piano quinquennale della Cina in dieci punti

La Cina ha presentato la bozza del suo tredicesimo Piano quinquennale, la strategia per lo sviluppo economico e sociale 2016-2020 che dovrà essere approvata dall'Assemblea del Popolo. Ecco i 10 punti principali del Piano.

1. L'economia cinese, la seconda a livello mondiale, dovrebbe avere una crescita media del 6,5% all'anno nel periodo in questione. Il Pil salirà dai 67.700 miliardi di yuan (10.400 miliardi di dollari) del 2015 a più di 92.700 miliardi di yuan nel 2020.

2. Il settore dei servizi rappresenterà il 56% del Pil entro il 2020, dal 50,5% del 2015. Il nuovo presidente Xi Jinping ha fatto della trasformazione dell’economia cinese una priorità assoluta: vuole traghettare il Paese da un modello industriale tutto votato all’esportazione a uno più equilibrato e fondato maggiormente sulla domanda interna, in modo da ridurre la dipendenza dalla congiuntura internazionale.

3. La Cina stima nel 2016 una spesa per la difesa di 954,3 miliardi di yuan (circa 146 miliardi di dollari), in aumento di “appena” il 7,6% sul 2015. Si tratta dell'incremento più basso degli ultimi sei anni.

4. Il premier ha stimato per il 2016 un deficit di 2.180 miliardi di yuan (330 miliardi di dollari circa), pari al 3% del Pil, in deciso rialzo sul 2,3% dello scorso anno e ai livelli massimi da decenni, anche se per molti analisti l’aumento è insufficiente.

5. Pechino punta a mantenere il totale del consumo energetico sotto l'equivalente di cinque miliardi di tonnellate di carbone entro il 2020. Nel 2015 il consumo era stato pari a 4,3 miliardi di tonnellate. Con le città cinesi che “soffocano” di smog e i cittadini sempre più preoccupati ormai l’ambiente è entrato ai primi posti della lista delel priorità di governo. Da qui la necessità di ridurre l’intensità energetica dell’industria e di convertire la mobilità verso mezzi di trasporto meno energivori come ferrovie e metropolitane. Proprio per questo la Cina punta a ridurre i consumi energetici e le emissioni per unità di Pil rispettivamente del 15% e del 18% entro il 2020 rispetto ai livelli del 2015.

6. Pechino intende aumentare la sua capacità di produzione di energia da fonti nucleari raggiungendo 58 gigawatt di potenza installata entro il 2020. Attualmente sono in costruzione circa 26,7 gigawatt.

7. Il governo cinese vuole costruire nuove tratte ferroviarie ad alta velocità, passando dagli attuali 19 mila chilometri a circa 30 mila chilometri nel 2020. Inoltre intende costruire altri 50 aeroporti civili.

8. Il Piano si propone di aumentare la crescita del reddito pro capite del 6,5% all'anno e oltre. Nel 2015 la crescita è stata del 7,4 per cento. L'obiettivo per costruire una società «moderatamente prospera», come la definisce Pechino, è quello di raddoppiare il prodotto interno lordo del 2010 entro il 2020.

9. È prevista l’eliminazione delle «zombie enterprises», le imprese statali improduttive, e il ridimensionamento dei comparti che soffrono di sovrapproduzione, un'operazione che potrebbe però costare a Pechino diversi milioni di posti di lavoro. Secondo le ultime indiscrezioni, sono a rischio circa sei milioni di posti di lavoro, 1,8 milioni dei quali nei soli settori del carbone e dell'acciaio. Il tema del lavoro è al centro del piano strategico. L’obiettivo è creare 50 milioni di posti di lavoro nelle aree urbane in cinque anni.

10. La dirigenza del partito si propone di raggiungere il target deil 60% dei residenti urbani permanenti sul totale della popolazione cinese (attualmente la percentuale è al 56,1%). La percentuale di persone con l'«hukou» (il sistema di certificazione di residenza della Repubblica Popolare Cinese) raggiungerà il 45% della popolazione.

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