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Svolta sulla Grecia: ok a 10,3 miliardi di aiuti, taglio del…

L’ACCORDO NOTTURNO ALL’EUROGRUPPO

Svolta sulla Grecia: ok a 10,3 miliardi di aiuti, taglio del debito dal 2018

BRUXELLES – Dopo una riunione durata 11 ore, i ministri delle Finanze della zona euro hanno raggiunto questa notte qui a Bruxelles un accordo per dare alla Grecia nuovi aiuti per 10,3 miliardi di euro. Una prima tranche di 7,5 miliardi verrà versata in giugno, il resto dopo l'estate. Nel contempo, hanno trovato una sofferta intesa con il Fondo monetario internazionale per alleggerire progressivamente l'elevato debito del paese mediterraneo, pari a circa il 180% del prodotto interno lordo.

CREDITORI DI ATENE
Il debito dovuto in miliardi di euro

In una conferenza stampa verso le 2 di notte, il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha spiegato che “i ministri hanno accettato incredibili compromessi politici per ottenere questo accordo”. L'uomo politico olandese ha detto che appena un mese fa non pensava che una intesa sarebbe stata possibile secondo le linee-guida decise durante la trattativa di questa notte. Si tratta di “un momento importante” per la Grecia, ha aggiunto il ministro delle Finanze greco Euclide Tsakalotos.

Il pacchetto prevede da un lato l'esborso alla Grecia di nuovi aiuti finanziari per 10,3 miliardi di euro, nell'ambito del terzo programma di aggiustamento economico da 86 miliardi di euro siglato nell'estate del 2015. Una prima tranche di 7,5 miliardi verrà versata in giugno. La seconda tranche da 2,8 miliardi giungerà dopo l'estate, presumibilmente in settembre. Il denaro deve servire al paese in particolare per rimborsare prossime scadenze obbligazionarie.

Il secondo capitolo, assai più complesso, è relativo al debito. Due settimane fa i ministri si erano messi d'accordo per un progressivo alleggerimento del debito pubblico greco, così come promesso nel 2012, una volta che il paese avrebbe raggiunto un attivo primario di bilancio. La riunione di questa notte doveva risolvere un nodo politico ed economico: trovare un accordo con il Fondo per permettere all'organizzazione internazionale di continuare a partecipare al salvataggio della Grecia.

I creditori hanno deciso che dal 2018 l'alleggerimento avverrà in modo da garantire che i bisogni finanziari lordi del paese rimangano sotto al 15% del PIL nel medio termine, e sotto al 20% del PIL nel lungo termine. Nel contempo, si sono messi d'accordo per chiedere alla Grecia un avanzo di bilancio primario in media del 3,5% del PIL. Il Fondo è riuscito a strappare un alleggerimento del debito greco, come chiedeva da tempo; ma secondo le condizioni chieste dai creditori europei.

Il direttore Europa dell'Fmi, Poul Thomsen, ha spiegato che l'accordo è stato possibile grazie a una concessione del Fondo: nei fatti l'alleggerimento del debito si materializzerà solo nel 2018, e non da subito. La data non è banale: è quella della fine del terzo programma di aggiustamento e permette al governo Merkel di scavalcare le prossime elezioni del 2017. Il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble non voleva tornare a Berlino oggi con un impegno impopolare da attuare durante questa legislatura.

L'accordo prevede misure di alleggerimento del debito nel breve termine, medio termine e lungo termine. Solo le prime si materializzeranno prima del 2018, e sono nei fatti accorgimenti tecnici per evitare rischi di volatilità dei tassi d'interesse pagati al Meccanismo europeo di Stabilità (noto con l'acronimo inglese ESM). La parte più sostanziosa dell'alleggerimento avrà luogo dopo il 2018 e comprenderebbe tra le altre cose un eventuale tetto al pagamento dei tassi d'interesse della Grecia.

IL DEBITO GRECO AI RAGGI X
(Fonte: FMI)

In un lungo comunicato, segnato da molti tecnicismi, l'Eurogruppo precisa che le decisioni in questo senso richiedono assensi formali da parte governi della zona euro e giungeranno “purché la Grecia rispetti il Patto di Stabilità e di Crescita”. Commentando l'intesa, il ministro delle Finanze francese Michel Sapin ha spiegato: “Questo accordo è prima di tutto una dichiarazione di fiducia nella Grecia di oggi”. E ha aggiunto: “Anche se le discussioni sono state lunghe, l'atmosfera è sempre stata rilassata”.

La riunione di ieri è giunta dopo che il governo Tsipras è riuscito a far passare in Parlamento ad Atene un meccanismo voluto dai suoi creditori e che prevede una correzione automatica dei conti pubblici nel caso di deriva del deficit pubblico, una accelerazione delle operazioni di privatizzazione, e un aumento delle tasse indirette. Le misure hanno provocato nuove proteste in Grecia questa fine settimana, ma sono l'ultimo tassello in vista di nuovi prestiti dopo le riforme approvate all'inizio del mese.

LE SCADENZE
Debito greco in scadenza. In miliardi di euro


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