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Fallito golpe in Turchia, 265 morti. Bloccata base aerea Usa…

Erdogan chiede a Usa l'estradizione di Gulen

Fallito golpe in Turchia, 265 morti. Bloccata base aerea Usa anti-Isis

 (Reuters)
(Reuters)

Il tentativo di colpo di stato messo in campo in Turchia da alcuni militari è stato neutralizzato. La situazione adesso è «completamente sotto controllo», ha assicurato il premier turco, Binal Yildirim, ad Ankara, nel corso di un’affollata conferenza stampa. Il premier ha aggiunto che gli ispiratori del golpe sono da ricercare in una «struttura parallela nelle forze armate» (è il termine che la leadership turca utilizza per confraternita di Fetullah Gulen, miliardario e ideologo islamico, ex alleato e attualmente acerrimo nemico del presidente Recep Tayyip Erdogan).

Yildirim, secondo il quale il golpe è «una macchia nera» sulla democrazia turca, ha aggiunto che i golpisti catturati “avranno la giustizia che meritano”. Il Governo valuta il ripristino della pena di morte.

Turkish Prime Minister Binali Yildirim gives a press conference outside the Cankaya Palace in Ankara

Yildirim ha anche aggiunto «non riesco a immaginare un Paese che possa sostenere Fethullah Gulen, questo leader di un'organizzazione terroristica, soprattutto dopo la scorsa notte. Un Paese che lo sostenga non è amico della Turchia. Sarebbe persino un atto ostile nei nostri confronti». Chiaro il riferimento agli Usa, dove Gulen - che Ankara accusa di aver organizzato il fallito tentativo di golpe - vive in auto-esilio dal 1999. Yildirim ha ricordato che
la Turchia ha già inviato una richiesta di estradizione. La risposta: il segretario di Stato americano, John Kerry, ha chiesto alla Turchia di consegnare le prove sul fatto che l'ex imam Fethullah Gulen sia dietro al golpe fallito.

Consolato Usa: bloccata base aerea anti-Isis Incirlik
Le autorità turche hanno imposto il blocco totale della base aerea di Incirlik, nell'Anatolia meridionale, di regola impiegata dagli Stati Uniti e dagli altri Paesi che fanno parte della coalizione multinazionale contro lo Stato Islamico: lo hanno riferito fonti del consolato americano di Adana, da cui la struttura dista una quindicina di chilometri in direzione est.
«Le autorità locali impediscono i movimenti da e per Incirlik. È stata anche tolta l'energia eletrica», recita un comunicato ufficiale. La base è utilizzata in comune per i raid aerei contro le milizie del Califfato in Siria e ieri, a tentativo di colpo di stato militare ancora in corso in Turchia, dal Pentagono era stato fatto sapere che le operazioni anti-Isis sarebbe comunque proseguire regolarmente. Ha confermato la notizia anche il portavoce del Dipartimento della Difesa Usa, Peter Cook, aggiungendo che «i funzionari americani sono al lavoro con quelli turchi per una ripresa delle attività». Il presidente Erdogan ha chiesto agli Stati Uniti l'estradizione di Fethullah Gulen, l'ex imam che vive in America accusato di essere l'ispiratore del fallito colpo di Stato.

Rimossi dall’incarico 2475 giudici
Sono stati rimossi dall'incarico 2.745 giudici e cinque membri del Consiglio superiore dei giudici e dei pubblici ministeri. Lo riferiscono diversi media locali, spiegando che i giudici rimossi sono sospettati di legami con Fethullah Gulen, il nemico del presidente Recep Tayyp Erdogan ritenuto il responsabile del golpe.

La decisione, spiega l'agenzia Anadolu, è stata presa nel corso di una riunione di emergenza dell'Alto consiglio dei giudici e dei pubblici ministeri. L'organo è presieduta dal ministro della Giustizia Bekir Bozdag ed è composto da 22 membri.

Il bilancio delle vittime
Intanto è salito a 265 il numero delle persone rimaste uccise negli scontri relativi al tentato golpe in Turchia, mentre 1.140 sono i feriti. Lo riferiscono le autorità turche spiegando che tra questi si contano 104 golpisti uccisi dalle forze fedeli al governo del presidente Recep Tayyip Erdogan. Come ha reso noto il primo ministro Binali Yildirim, 161 sono ''i martiri'' tra civili e forze governative, 2.800 i militari arrestati. Circa 700 soldati che si trovavano nel quartiere generale delle Forze armate di Ankara si sono consegnati alla polizia, mentre altri 150 che avrebbero aderito al progetto di golpe fallito restano barricate nell'edificio. Lo ha riferito una fonte all'agenzia Anadolu. I 150 militari rappresenterebbero l'ultimo gruppo che non vuole arrendersi, ma secondo i media turchi intendono piuttosto ottenere specifiche garanzie per la resa.

«La mobilitazione del popolo turco contro il tentato golpe ha dimostrato - ha aggiunto il premier - quanto sia importante la democrazia per il nostro paese. È stata - ha sottolineato Yildirim - una vittoria enorme e io ringrazio Dio per questo. Il 15 luglio -ha concluso- è una data destinata a rimanere nella storia della Turchia come simbolo della vittoria della democrazia».

Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha invitato invece i cittadini a restare ancora in strada, affermando che potrebbero esserci sacche di resistenza dei golpisti che è necessario affrontare. Per esempio ci sono ancora militari di alto rango in ostaggio dei golpisti nell’ultima base controllata dai soldati che hanno tentato di rovesciare il governo del presidente. Lo ha dichiarato Umit Dundar, nominato Capo di Stato Maggiore mentre Hulusi Akar era stato preso in ostaggio dai golpisti. Akar era stato precedentemente liberato nel corso di un’operazione condotta dall’esercito rimasto fedele a Erdogan.

La sollevazione ha causato oltre 190 morti in tutto il Paese. L’ultimo bilancio è stato reso noto dal generale Umit Dundar, facente funzioni del capo delle forze armate: si tratta di 41 ufficiali di polizia, due soldati, 47 civili e 104 persone descritte come complottisti.

Nel Paese la situazione è ancora molto fluida. In mattinata il presidente Recep Tayyp Erdogan, rientrato a Istanbul dalla sua residenza di vacanza, aveva denunciato il “tradimento” compiuto da soldati “golpisti” guidati dal suo nemico giurato Fethullah Gülen, un imam in esilio negli Stati Uniti. Davanti alla stampa dell’aeroporto Atatürk di Istanbul, dove era stato accolto da una folla imponente, il capo di stato aveva affermato che l’hotel dove si trovava in vacanza a

Marmara, stazione balneare nel sud-ovest della Turchia, è stato bombardato subito dopo la sua partenza. «In Turchia - ha aggiunto prima di felicitarsi con i turchi per essere scesi in strada «a milioni» per difendere la nazione - c’è un governo e un presidente eletti dal popolo che sono al potere e se Dio lo vuole supereremo questa prova. Coloro che sono scesi con i carri armati saranno catturati perché questi carri armati non gli appartengono», ha detto.

Infine, il comandante in capo delle Forze Armate turche, generale Hulusi Akar, che era stato preso come ostaggio nella notte dai golpisti, è stato liberato e condotto in un luogo sicuro. Il generale avrebbe ripreso il comando delle forze armate.

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