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Libero scambio, la mappa degli schieramenti nell’Europarlamento

report di votewatch europe

Libero scambio, la mappa degli schieramenti nell’Europarlamento

Accordi di libero commercio, chi a favore e chi no. Tra proteste e supporto, quali sono le opinioni degli eurodeputati? Un report di VoteWatch Europe ha analizzato i voti dei membri del Parlamento Europeo sulle misure commerciali.
A favore della liberalizzazione del commercio appaiono in particolare gli europarlamentari dell'Europa Centro-Est come la Polonia e la Romania, i più protezionisti sono invece i greci e i francesi. Sorprendentemente sono i deputati più avanti con l'età a essere favorevoli alla riduzione delle barriere commerciali (67% ) rispetto ai giovani colleghi (58%).

In genere le famiglie politiche europee di centro destra, i Conservatori e i Popolari Europei, supportano il libero commercio, i Socialisti e i Democratici anche se in generale si esprimono a favore, presentano differenze al proprio interno. Gli eurodeputati del Partito Democratico, il più grande partito all'interno della coalizione Ue dei Socialisti e Democratici, si dichiarano sostanzialmente a favore del libero commercio, ma esprimono differenti opinioni a seconda della materia in esame.

L'Europarlamento non gioca un ruolo guida nei negoziati per gli accordi commerciali, ricorda il report, ma ha pur sempre il potere di bocciare l'accordo una volta definito nel suo contenuto. Sarebbe bene quindi non sottovalutarlo. Le recenti complicazioni rispetto alla ratifica dell'accordo economico e commerciale globale CETA, secondo l'analisi, testimonierebbe il crescente potere del Parlamento Ue sulle politiche commerciali.

IL GRADO DI SUPPORTO PER PAESE
(Fonte: VoteWatch Europe)

Il gruppo dei Conservatori (ECR) è il principale sostenitore del libero commercio, e i due principali partiti appartenenti alla famiglia politica sono i Conservatori inglesi e il polacco Law and Justice, entrambi hanno la maggioranza assoluta in Inghilterra e in Polonia, le loro posizioni rispecchierebbero dunque quelle dei rispettivi governi nazionali, seppure per gli inglesi c'è l'effetto Brexit da considerare.

I Popolari Europei sono anch’essi grandi sostenitori del libero scambio ma con alcune differenti posizioni a seconda delle nazionalità di appartenenza. A favore sono soprattutto i partiti che si trovano al momento al governo nel proprio Paese come l'Unione dei Cristiani e Democratici di Angela Merkel in Germania e i Popolari di Mariano Rajoy in Spagna, mentre i protezionisti sono i partiti di opposizione come Forza Italia e i Repubblicani francesi. All'interno dei Socialisti e Democratici le posizioni del Partito Socialdemocratico tedesco e del Partito Socialista spagnolo sono a sostegno della liberalizzazione degli scambi commerciali, mentre i francofoni francesi e belgi sono tra i più protezionisti.

Riguardo al proseguimento o meno dei negoziati per lo scottante TTIP, partenariato transatlantico tra Ue e Usa per il commercio e gli investimenti, i popolari (PPE) sono assolutamente a favore, i Liberali e Democratici (ALDE) e i Conservatori (ECR) anche, mentre i Socialisti sono divisi tra una maggioranza a favore e circa la metà contrari a proseguire con l'accordo, i partiti minori come i Verdi, la Sinistra GUE-NGL, l'Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD, al cui interno siedono gli M5S) sono contrari. Se poi si guarda a un altro tema rilevante come il rifiuto o meno del riconoscimento dello status di economia di mercato della Cina, contrari a negarlo sono in gran parte i popolari, i Liberali e Democratici, i Conservatori e i Verdi, si astengono per lo più i socialisti e democratici, divisi i Verdi con una maggioranza risicata contraria al rifiuto, si esprimono invece a favore l'EFDD e il ENF di Marine Le Pen.

I francesi in generali sono quelli che si oppongono più fortemente al TTIP e al riconoscimento dello status di economia alla Cina. Guardando ai voti individuali in questi due anni di legislatura esaminati dall'analisi, tra i più ferventi sostenitori del libero commercio figurano sicuramente Ryszard Cznazecki del partito polacco Law and Justice e Anthea McIntyre dei Conservatori inglesi. Mentre la spagnola Marina Albiol Guzmàn della sinistra GUE-NGL viene definita come la più grande oppositrice, ha votato contro ogni misura che potesse facilitare in qualche modo il libero commercio.

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