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Tokyo, Borsa chiusa. I dubbi sulla BoJ

America e Asia24

Tokyo, Borsa chiusa. I dubbi sulla BoJ

Pausa di riflessione per la Borsa di Tokyo all'indomani dell'annuncio della nuova strategia della Banca del Giappone (BoJ), seguita dalle indicazioni arrivate dalla Federal Reserve: i mercati finanziari restano chiusi oggi per la festività dell'Equinozio d'Autunno, mentre analisti e operatori appaiono molti divisi nel valutare il significato del cambio di marcia della BoJ.

Il target primario della banca centrale giapponese diventa nientemeno che il controllo dei tassi di mercato e non più una espansione a ritmo fisso della base monetaria. Più specificamente, l'obiettivo è assicurare la costanza di un rendimento intorno allo zero per i titoli di stato decennali, accompagnato da una strategia di pilotaggio dei tassi di mercato lungo l'intera curva attraverso acquisti piu' flessibili di titoli di stato (di cui è arrivata ormai a detenere quasi il 40%).

Il risultato pratico di questa nuova incursione in territori monetari inesplorati porterà sollievo a banche, assicurazioni e fondi pensione: fino ai decennali, i Jgb probabilmente viaggeranno su rendimenti negativi, ma quelli degli “ultralong” dovrebbero essere positivi, con effetti benefici sui bilanci delle istituzioni finanziarie che erano state invece penalizzate dall'introduzione a febbraio dei tassi sottozero. L'intera curva dovrebbe inoltre diventare più ripida, anche perchè la BoJ ha abrogato precedenti impegni specifici sulla durata media residua dei titoli in suo possesso (7-12 anni).

La Banca del Giappone ha dunque sorpreso ancora una volta i mercati con il lancio di una fase III del “QQE”. Dopo il QQE (allentamento quantitativo e qualitativo) introdotto nella primavera del 2013 - e raddoppiato nell'ottobre 2014 - e dopo il “QQE con tassi di interesse negativi”, l'istituto guidato dal governatore Haruhiko Kuroda fa ancora la storia con il lancio del “QQE with Yield Curve Control” (con il controllo della curva dei rendimenti).

Gli sforzi per stabilizzare un mercato di cui in realtà non può avere un pieno controllo passerà anche attraverso due nuove operazioni di mercato: acquisti a tasso designato e offerte di fondi a tasso fisso fino a 10 anni.

La BoJ non ha portato i tassi in territorio più negativo, limitandosi a confermare l'attuale -0,1% su una parte dei depositi in eccesso delle istituzioni finanziari, segnalando genericamente che “taglierà ulteriormente i tassi se giudicato necessario”: lo strano scoop della settimana scorsa del quotidiano Nikkei, secondo cui i tassi sottozero sarebbero diventati la nuova strategia centrale, si è rivelato una bufala, ma è servito a provocare una rivolta preventiva di banche e assicurazioni.

Nè la BoJ ha incrementato gli acquisti di bond, confermando la crescita della base monetaria al ritmo di 80mila miliardi di yen l'anno con l'aggiunta di un “più o meno”: d'ora in poi “il ritmo dell'incremento della base monetaria potrà fluttuare sul breve secondo le operazioni di mercato”. La BoJ, insomma, afferma che “controllera' i tassi a breve e a lungo termine”.

Non solo: addirittura l'istituto ha offerto un “inflation overshooting-commitment”, per cui si impegna nelle politiche espansive fino a quando i prezzi al consumo non “supereranno” (e non solo raggiungeranno) il target del 2% in modo stabile. Per alcuni analisti, si sfiora l'assurdità, visto che il Paese resta ancora ben lontano dal 2% di inflazione e anzi sembrano tornate pressioni deflazionistiche (ma la BoJ conclude – nel rapporto sugli effetti di tre anni e mezzo di politiche non ortodosse- che “Il Giappone non è più in deflazione”).

La stessa BoJ ha finito per sottolineare di essere la banca centrale più audace del mondo, stimando che la ratio tra base monetaria e Pil nominale giapponese dovrebbe superare il 100% in poco piu' di un anno, contro l'attuale 80% (e rispetto a circa il 20% negli Usa e nell'Eurozona). Significativa per la Borsa è l'introduzione di variazioni tecniche sugli Etf: ora sono candidati all'acquisto gli Etf sull'indice generale Topix, cui vengono riservati 2.700 miliardi di yen l‘anno a scapito di quelli su due indici Nikkei.

Il board si è diviso, con 7 membri a favore e due contrari. Tra le argomentazioni dei dissenzienti: il funzionamento dell'intermediazione finanziaria potrebbe avere conseguenze avverse da una politica che tenderà a tenere sottozero i tassi di mercato fino ai decennali; c'è il rischio che la BoJ sia costretta a aumentare gli acquisti di JGB; l'impegno rafforzato sull'inflazione non sarebbe realistico. LE REAZIONI. Dopo l'annuncio, la Borsa di Tokyo ha fatto un balzo (+1,9% il Nikkei e +2,7% il Topix) guidato dai finanziari.

La sensazione è che il nuovo approccio della banca centrale non sia poi molto chiaro: gli analisti mostrano le opinioni più disparate. C'è chi cerca di intravedere un principio di “exit strategy” (con una tendenziale riduzione degli acquisti di Jgb) e chi si chiede se davvero la BoJ terrà inchiodati i tassi dei decennali a zero anche se l'inflazione dovesse davvero prendere piede.

Altri intravedono un modo elegante per mascherare che i tassi negativi siano stati un passo falso e che sia diventato molto difficile aumentare gli acquisti di bond. Standard Chartered preferisce invece evidenziare che l'allentamento monetario “continuerà più a lungo del previsto”. Keith Wade di Schroders già si spinge a ipotizzare un taglio ai tassi al prossimo board. Nomura riconosce che “l'efficacia delle due nuove operazioni introdotte per controllare la curva non è chiara”.

Certo le continue sorprese targate Kuroda evidenziano come le banche centrali siano ancora in vena di esperimenti pro-inflazione, a 8 anni dalla crisi finanziaria globale, cercando di oliare i cigolanti meccanismi di trasmissione degli stimoli monetari all'economia reale. Proprio ieri l'Ocse ha tagliato ancora le stime di quest'anno sul Pil giapponese (da +0,7 a +0,6%), mentre la bilancia commerciale in agosto è tornata in rosso.

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