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Angela Merkel chiama a Berlino Putin, Hollande e Poroshenko: in…

tra l’ucraina e la siria

Angela Merkel chiama a Berlino Putin, Hollande e Poroshenko: in agenda anche la Siria

Kharkov: il presidente ucraino Petro Poroshenko a una cerimonia per la consegna di nuovi mezzi alle forze armate
Kharkov: il presidente ucraino Petro Poroshenko a una cerimonia per la consegna di nuovi mezzi alle forze armate

Dopo un anno, torna il “quartetto di Normandia”. Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitrij Peskov, ha confermato: mercoledì, il 19 ottobre, il presidente russo sarà a Berlino per riprendere i negoziati sulla crisi ucraina insieme ad Angela Merkel, François Hollande e Petro Poroshenko, il presidente ucraino. Un anno dopo l’ultimo incontro di Parigi, spiega il servizio stampa della cancelleria tedesca, Angela Merkel «ha invitato i presidenti francese, ucraino e russo a valutare la realizzazione degli accordi di Minsk, e a discutere i passi successivi». E Putin, secondo Peskov, «è pronto a negoziare per risolvere la crisi, aperto alla cooperazione e disponibile a fare il possibile per far progredire il processo di Minsk». Da Oslo, Poroshenko frena gli entusiasmi: «Sono molto ottimista sul futuro dell’Ucraina ma sfortunatamente non altrettanto sull’incontro di domani, ma sarei molto felice di restare sorpreso».

Berlino aveva manifestato la propria disponibilità a convocare il summit in caso di progressi adeguati sul campo, nei negoziati tra Kiev e i separatisti di Donetsk e Luhansk, e dopo aver valutato la possibilità che il summit conduca a un risultato concreto. Ma quest’ultimo anno, mentre la situazione nell’Est dell’Ucraina restava in disparte, è stato anche quello dell’intervento russo in Siria. E quello che è successo nell’ultimo mese, il fallimento dei negoziati con gli Stati Uniti e il rilancio dell’offensiva su Aleppo, ha allontanato Putin dai partner europei al punto che nell’incontro di Berlino farà notizia la sua presenza a un tavolo accanto a Hollande e ad Angela Merkel, oltre che il nuovo “faccia a faccia” con Poroshenko. La settimana scorsa Putin aveva annullato un viaggio a Parigi,

in cui Hollande si era detto disponibile a discutere soltanto di Siria.

A Berlino. il tema sarà inevitabile. Angela Merkel, che ha chiarito che non si aspetta «alcun miracolo», ha anticipato martedì che parlerà di Siria con Putin e Hollande, dopo aver incontrato Poroshenko, e che «data la situazione, nessuna opzione - sanzioni incluse - può essere lasciata da parte». Anche se la priorità, ha aggiunto il cancelliere tedesco, «è attenuare la sofferenza della popolazione».

Putin arriva con toni più concilianti, alla vigilia di un Consiglio europeo - in programma nel fine settimana - in cui i leader della Ue riprenderanno l’invito dei ministri degli Esteri a Mosca e a Damasco a cessare quelli che sono stati descritti come”crimini di guerra” contro i civili. Accennando a incontri bilaterali previsti a margine del vertice “in formato Normandia”, Peskov ha precisato che il presidente russo è disposto a parlare di Siria, e «nulla può essere escluso».

Il portavoce di Putin ha ricordato la tregua di otto ore annunciata unilateralmente dai russi per giovedì ad Aleppo ma giudicata insufficiente dalle Nazioni Unite. La Russia, ha detto Peskov, ora si aspetta che i partner uniscano gli sforzi per normalizzare la situazione «e assistere questa operazione umanitaria, per assicurare che i banditi lascino Aleppo e in particolare la parte orientale (della città) in modo da avviare un vero processo di separazione della cosiddetta opposizione moderata dai gruppi terroristici». Tema che, secondo il ministro russo degli Esteri Serghej Lavrov, sarà oggetto di una discussione mercoledì a Ginevra, tra esperti militari americani e russi.

Secondo il ministro russo della Difesa, Serghej Shoigu, le forze aeree russe e siriane hanno già fermato i bombardamenti, alle 10 di martedì mattina, per preparare l’apertura di corridoi umanitari in vista della tregua di giovedì, che durerà dalle otto del mattino alle 16 per consentire a civili e militanti un passaggio sicuro fuori dalla città. Mosca, riferisce il portavoce Onu Jens Laerke, ha comunicato piani per un totale di tre pause nei combattimenti di otto ore ciascuna, per tre giorni consecutivi in settimana. Ma l’ufficio Onu di coordinamento Affari umanitari (Ocha) ha chiarito di aver bisogno di assicurazioni da tutte le parti coinvolte nei combattimenti prima di poter portare assistenza umanitaria ad Aleppo, e organizzare l’evacuazione dei feriti.

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