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Il Praemium Imperiale a Martin Scorsese

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Il Praemium Imperiale a Martin Scorsese

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TOKYO - Il prestigioso Praemium Imperiale e' andato quest'anno, per il cinema, a Martin Scorsese. Il riconoscimento della Japan Art Association arriva al regista italo-americano per la sua splendida carriera e anche in vista dell'ormai imminente rilascio del film “Silenzio” tratto dal romanzo del 1966 di Shusaku Endo sulle persecuzioni dei cristiani nel Giappone del XVII secolo e sulle difficolta' delle fede religiosa. Gli altri premiati sono stati Cindy Sherman (pittura), Annette Messager (scultura), Paulo Mendes da Rocha (architettura) e Gidon Kremer (musica)
“Proponevo il suo nome da una decina d'anni - afferma l'ex premier Lamberto Dini, consigliere internazionale del Praemium Imperiale - E' riconosciuto come uno dei più grandi filmakers di tutti i tempi. I suoi film rimarranno per sempre nella storia del cinema. E' per certi versi un poeta. Un grande”.
Il cinema giapponese ha avuto un ruolo significativo nella formazione di Scorsese, che lo definisce “sempre eyes-opening e brain-opening”. Addirittura Kurosawa gli chiese di interpretare Van Gogh nel film del 1990 “Dreams”.
Dopo molti intoppi e ritardi, “Silenzio” (con gli attori Andrew Garfield, Liam Neeson, Adam Driver e Tadanobu Asano) uscira' in via preliminare negli Usa poco prima di Natale, in tempo per una probabile partecipazione alla corsa per gli Oscar (che il regista ha gia' vinto con “The Departed”) e poi su larga scala a gennaio.
Per “Silenzio” Scorsese ha anche incontrato a Nagasaki i discendenti dei cristiani nascosti che si tramandarono la fede in segreto per secoli. “E' stato come incontrare i cristiani nascosti del XVII secolo - ha detto Scorsese - Mi ha fatto riflettere sulla potenza straordinaria del sacrificio, delle convinzioni, influenzando il modo con cui ho realizzato scene e personaggi”. E' un progetto a cui pensava da 25 anni, strettamente legato alla sua biografia di figlio di immigrati siciliani cresciuto in un difficile quartiere italo-americano di New York, in mezzo alle contraddizioni tra i valori cristiani insegnatigli da un prete di larghe vedute e la dura realtà sociale quotidiana.
A domanda, Scorsese ha risposto di essere stato sorpreso ma molto felice dell'assegnazione del Premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan: “Non l'ho mai identificato come un musicista: e' un poeta”.

A Martin Scorsese il Praemium Imperiale

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