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Appello di Juncker: rafforzare le difese commerciali Ue

LA PROPOSTA

Appello di Juncker: rafforzare le difese commerciali Ue

  • –dal nostro corrispondente

BRUXELLES – A ridosso di un nuovo vertice europeo nel quale i Ventotto devono discutere della loro politica commerciale e mentre la regione belga della Vallonia continua a bloccare l'accordo di libero scambio con il Canada (CETA), la Commissione europea ha lanciato oggi un appello ai governi perché approvino una modernizzazione degli strumenti commerciali europei. L'esecutivo comunitario ha poi promesso di presentare entro fine anno l'attesa nuova metodologia del calcolo dei dazi.

Presentando una comunicazione tutta dedicata al commercio, il vice presidente della Commissione europea Jyrki Katainen ha spiegato che è «imperativo» per l'Europa rafforzare le sue difese commerciali. La Commissione europea ritiene che gli strumenti di difesa commerciale dell'Unione «debbano essere imperativamente aggiornati, rafforzati e resi giuridicamente più solidi». L'ex primo ministro finlandese ha quindi precisato che «il commercio deve essere libero, ma giusto».

Due i temi sul tavolo. Il primo è quello della modernizzazione degli strumenti finanziari. La Commissione ha presentato nel 2013 una proposta legislativa che nei fatti elimina i tetti ai dazi anti-duping. Attualmente le regole europee prevedono che i dazi debbano soltanto compensare il danno provocato da importazioni sotto costo. Il risultato è che per esempio su alcuni prodotti siderurgici cinesi i dazi europei sono in media del 21,1%, quelli americani del 265,8 per cento. Dopo tre anni, la proposta legislativa è ancora oggetto di negoziato tra i Ventotto. L'idea di modificare la regola, nota in inglese con l'espressione Lesser Duty Rule, piace ai paesi manifatturieri (Italia e Francia in testa), meno a quelli che non hanno industrie pesanti (il Regno Unito e la Scandinavia). La crisi del settore dell'acciaio ha scosso i governi, ma sufficientemente per trovare un accordo rapido come auspicato dalla Commissione? Ancora molto presto per dirlo.

Il secondo tema è quello della nuova metodologia nel calcolo dei dazi anti-dumping, già preannunciata in luglio. Oggi la Commissione europea ha confermato che vi sarà una proposta formale entro fine anno. L'obiettivo, ha precisato Katainen, è di difendere settori economici, non prodotti nazionali, superando la dicotomia tra paesi con status di economia di mercato e paesi senza status di economia di mercato. Il tema è d'attualità poiché entro fine anno si dovrà decidere se concedere lo status alla Cina. In questo contesto, «la Commissione – ha spiegato ancora Katainen qui a Bruxelles – proporrà un nuovo metodo per calcolare il dumping sulle importazioni da paesi segnati da distorsioni di mercato e nei quali lo Stato ha una influenza dilagante sull'economia» (si veda Il Sole/24 Ore del 21 luglio). L'obiettivo è di non dover scegliere se concedere o meno lo status di economia di mercato alla Cina, una decisione che sta spaccando l'unità tra i Ventotto.

A questo proposito, Lisa Ferrarini ha spiegato che la scelta non piace all'establishment industriale, contrario alla concessione dello status al paese asiatico. Secondo la vice presidente di Confindustria, i due temi – vale a dire la modernizzazione delle regole anti-dumping e la concessione o meno dello status di economia di mercato alla Cina - non andrebbero mischiati. «Hanno – secondo l'associazione imprenditoriale - storie separate, basi giuridiche diverse, obiettivi differenti».
Con la proposta di Bruxelles, ha aggiunto la signora Ferrarini, «l'anti-dumping europeo diverrà molto più incerto e molto meno efficace, aumentando i costi per le imprese europee che vogliono sporgere denuncia. Inoltre, l'onere di provare l'esistenza delle condizioni di mercato nel paese di origine, anziché fare capo al produttore cinese, come è sempre stato finora, diverrà compito della parte europea». Il tema del commercio verrà discusso tra giovedì e venerdì dai Ventotto in un vertice qui a Bruxelles.Il tema del commercio è tra quelli che verranno discussi tra domani e dopodomani dai capi di Stato e di governo dell'Unione che si vedranno qui a Bruxelles per un tradizionale vertice di fine anno. In un canovaccio delle conclusioni datato 17 ottobre, si legge l'impegno dei paesi membri dell'Unione «a rispondere alle preoccupazioni dei cittadini», garantendo la difesa contro «le pratiche commerciali ingiuste» in modo «efficiente e convincente».

Preoccupata dall'impatto del CETA sull'economia regionale, la Vallonia sta bloccando proprio in questi giorni la ratifica e l'entrata in vigore dell'accordo con il Canada. La regione belga sta valutando il nuovo testo della dichiarazione interpretativa che i paesi membri hanno negoziato lunedì in Lussemburgo. Parlando oggi alla radio RTBF, il ministro presidente della regione belga, il socialista Paul Magnette, ha escluso che la ratifica di tutti i Ventotto possa giungere da qui a venerdì.


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