Mondo

Obama a Renzi: una volta ero io il giovane, ora tocca a lui

cena alla casa bianca

Obama a Renzi: una volta ero io il giovane, ora tocca a lui

Barack Obama e Matteo Renzi alla  Casa Bianca
Barack Obama e Matteo Renzi alla Casa Bianca

WASHINGTON - «Una volta ero io quello giovane, ora è lui, stimo il suo ottimismo, la sua energia e la sua visione». Barack Obama parla così di Matteo Renzi. In otto anni il presidente americano si è ritrovato più stanco e con i capelli grigi ma sempre pronto a «combattere, anche sbagliando» come ha ricordato ieri durante la conferenza stampa nel Rose Garden dopo il colloquio con il premier italiano.

Un endorsement in grande stile quello di Obama a Renzi cominciato in mattinata e proseguito anche la sera durante il brindisi alla cena di gala. Tra ringraziamenti per l'alleanza e battute, Obama ha scherzato sugli esordi di Renzi adolescente invitato alla “Ruota della Fortuna”.

Obama deve avere visto qualche filmato di repertorio in cui Renzi appare con un maglione largo e gli deve essere sembrato quasi «un affronto alla moda italiana» perché aggiunge: «Giorgio Armani che è qui se ne vergognerebbe».
Scherzi a parte l'Italy State Dinner, a 18 anni da un'analogo privilegio toccato a Romano Prodi, celebra un Paese Alleato, l'Italia e la sua nuova leadership che Obama candida senza mezzi termini a riformare l'Unione europea dopo la Brexit con la crescita come parola d'ordine.

Sono da poco passate le 19 (l'una di notte di Italia) quando sotto il portico della Casa Bianca appare la vettura presidenziale con Renzi e la moglie Agnese. Sulla porta ad attenderli i coniugi Obama. Grande parata di militari, ordini secchi, bandiere. Poi le due coppie salgono le scale dal Grand Foyer verso gli appartamenti privati. In smoking gli uomini (di Armani quello di Renzi) mentre le due consorti sfoggiano impeccabili abiti di alta sartoria italiana. Michelle un abito lungo dorato di Versace oro rosato in cotta di maglia, Agnese Landini un abito di Scervino con spalle scoperte lavorato in argento con stola grigio scuro.

Dopo pochi minuti le due coppie scendono dalla Yellow Oval di nuovo nel vestibolo mentre la President Marine Band intona Hail America. Un aperitivo per un numero ristretto di invitati (tra cui il vicepresidente Usa Joe Biden e i due ministri degli Esteri John Kerry e Paolo Gentiloni) per poi recarsi nel padiglione allestito nel South Lawn pronto a ricevere 400 ospiti messi a sedere dallo chef italiano Batali. Ravioli di patate dolci e carne. Unica nota stonata l'inserimento nel menù di un non meglio precisato “pecorino di New York” uno di quei prodotti di Italian sounding che il ministro dell'Agricoltura Martina sta cercando di estromettere dal mercato per difendere le produzioni tipiche italiane.

Renzi si siede al tavolo d'onore insieme a John Elkan e al cabarettista e attore Jerry Seinfeld. In sottofondo musica jazz e dixieland ma anche qualche richiamo italiano come “funiculì funiculà” e “nessun dorma” prima che la cantante Gwen Stefani prenda il microfono in mano a fine serata.

Sparsi tra i tavoli gli invitati “eccellenti” voluti da Renzi: da Roberto Benigni a Paolo Sorrentino, da Giorgio Armani a Fabiola Gianotti del Cern a Paola Antonelli del Moma, da Raffaele Cantone all'atleta paralimpica Bebe Vio.

Nei due brindisi omaggi a profusione tra Renzi e Obama che torna sulla sfida elettorale negli States riprenendo le citazioni di Dante fatte in mattinata dal premier italiano: «Anche la campagna elettorale – dice Obama - a volte può essere come l'Inferno di Dante».

Emozionata la campionessa paralimpica di scherma Bebe Vio che sulla sua pagina Facebook confida: «Questa mattina nei giardini della Casa Bianca abbiamo assistito alla cerimonia di apertura di questo splendido evento di stasera – dice la Vio - ho stretto la mano al Presidente Obama e vi giuro che per la prima volta non sapevo cosa dire e non ho avuto neanche il coraggio di chiedere un selfie».

Un Roberto Benigni scatenato avrebbe consigliato Obama di «fermare Renzi!» mentre a Michelle ha consigliato il cavolo nero per il suo orto alla Casa Bianca.

Fuori dallo scherzo Benigni confessa che «è stata una cosa bellissima, ci siamo parlati, abbracciati, scambiati emozioni come quella di stare di fronte a due persone irripetibili, straordinarie: ci si sente contemporanei di qualcuno».

Benigni, accompagnato dalla moglie Nicoletta Braschi, ha riferito che una figlia degli Obama «ha visto 20 volte il suo film “La vita è bella”: mi ha fatto molto piacere».

© Riproduzione riservata