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Sgravi e incentivi, le mosse da Madrid a Parigi

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Sgravi e incentivi, le mosse da Madrid a Parigi

  • –Chiara Bussi

La Francia propone «un patto di fiducia» ai giovani tra i 18 e i 25 anni che non studiano e non lavorano, a forte rischio di emarginazione sociale. In Spagna, dove il 43% degli under 25 è senza un’occupazione, la «Garantìa juvenil» è stata estesa fino a 29 anni, come in Portogallo.

Lo strumento della Garanzia giovani è uno solo, cofinanziato con l’Iniziativa europea per l’occupazione giovanile e il Fondo sociale europeo nei 20 Paesi con tassi superiori al 25 per cento. Ma declinato in modi diversi a livello nazionale e con sbocchi diversi a seconda dei casi. A fornire un bilancio dei primi tre anni è la Commissione Ue in una Comunicazione a Parlamento e Consiglio pubblicata il mese scorso. Dal gennaio 2014, data ufficiale del debutto, 14 milioni di giovani si sono iscritti al sistema e si contano 1,4 milioni di giovani disoccupati in meno. Il 35% dei partecipanti al programma nel 2015 ha poi trovato un’occupazione o è tornato a studiare entro 6 mesi. Per Bruxelles l’iniziativa sta dunque iniziando a portare i primi frutti ed è stata «un potente propulsore delle riforme nel mercato del lavoro». In particolare in alcuni Paesi come Italia, Francia e Portogallo, mentre in Spagna la spinta per il momento è stata più lenta.

Ma come funziona la «garanzia» nei paesi vicini? In Francia chi sottoscrive il patto accetta di intraprendere un percorso di inserimento nel mondo del lavoro in due tappe: prima con l’accesso a corsi di formazione collettivi e poi con “immersioni” nella vita delle imprese. L’iter dura un anno, con la possibilità di un rinnovo di altri sei mesi. Oggi, secondo gli ultimi dati della Commissione europea, sono oltre 161mila che stanno partecipando al programma, mentre in circa 82mila l’hanno già terminato. Secondo Bruxelles l’80% di essi ha ricevuto un’offerta di lavoro e il 20% ha potuto cimentarsi con un tirocinio. Per far fronte alle spese quotidiane è inoltre previsto un assegno mensile di circa 462 euro. Il sistema è ora in vigore in 91 dipartimenti, ma la nuova legge sul lavoro ne prevede l’estensione a tutto il Paese dal 2017.

Il sistema è efficace? «Incoraggiante, ma con effetti positivi ancora da confermare» scriveva il quotidiano economico Les Echos la settimana scorsa citando in anteprima i risultati di uno studio della direzione statistica del Ministero del Lavoro: un sondaggio condotto su un campione di 17mila giovani ha mostrato un tasso di accesso all’occupazione più alto del 25% rispetto ai coetanei che non ne hanno beneficiato. E’ presto però per tirare le somme, perché una nuova tornata di sondaggi è attesa a metà gennaio.

In Spagna la «Estrategia de Emprendimiento y empleo joven» comprende 100 misure. Tra queste la «tariffa giovani», un bonus di 300 euro al mese per un semestre sui contributi per le imprese che offrono un contratto a tempo determinato a un giovane registrato al programma. Per ora sono circa 277mila i giovani che stanno beneficiando della «garanzia». Secondo Bruxelles circa il 50% dei partecipanti ha già ottenuto un’offerta di istruzione, uno su tre una richiesta di lavoro e la quota restante è stata distribuita tra apprendistato e tirocini.

In Portogallo sono oggi circa 41mila i giovani che stanno beneficiando di queste misure a favore dell’occupazione giovanile e in 13mila hanno concluso il programma. Circa il 70% ha avuto un’offerta di lavoro, mentre due su dieci hanno avuto la chance di un tirocinio. Tra le iniziative avviate figura anche il lancio di una piattaforma online dedicata ai Neet e l’opportunità di percorsi di apprendistato di un anno nella pubblica amministrazione.

La Commissione Ue guarda con ottimismo ai risultati ottenuti e ha proposto di aumentare la dote iniziale, aggiungendo un miliardo dal bilancio Ue e altrettanti dal Fondo sociale europeo degli Stati ammissibili rispetto agli attuali 6,4 miliardi (3,2 dal Fse e altrettanti dalla Youth Employment Inititiative) da qui al 2020.

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