Mondo

Un Fondo europeo per la Difesa con 90 milioni di euro entro il 2020

proposta della commissione

Un Fondo europeo per la Difesa con 90 milioni di euro entro il 2020

Jean-Claude Junker
Jean-Claude Junker

BRUXELLES - Sulla scia della crescente preoccupazione di assicurare la sicurezza dei paesi membri nell’Unione, la Commissione europea ha proposto oggi la nascita di un nuovo Fondo europeo per la Difesa. L'iniziativa segue di due mesi il vertice europeo di Bratislava, durante il quale i governi avevano espresso il desiderio di collaborare maggiormente in questo campo. Il nuovo fondo (il cui acronimo inglese è EDAP) deve servire in particolare a finanziare la cooperazione industriale.
«Per garantire la nostra sicurezza collettiva dobbiamo investire nello sviluppo comune di tecnologie ed equipaggiamenti di importanza strategica – ha spiegato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker –. Ciò richiede maggiore cooperazione tra i paesi e la messa in comune di risorse nazionali. Se l’Europa non si occupa della propria sicurezza nessuno lo farà al nostro posto. Una base industriale della difesa forte, competitiva e innovativa ci darà autonomia strategica».

Il pacchetto presentato oggi qui a Bruxelles prevede la nascita di un nuovo fondo composto da due pilastri. Il primo pilastro sarà dedicato alla ricerca e allo sviluppo. Beneficerà di un primo importo di 90 milioni di euro entro il 2020 provenienti dal bilancio comunitario (500 milioni all’anno dal 2020 in poi). Il secondo pilastro, finanziato dai paesi membri, deve servire per consentire ai governi di acquistare insieme specifico equipaggiamento ed effettuare insieme particolari investimenti.
La Commissione stima che la spesa in difesa nei paesi dell’Unione è scesa in termini reali del 12% nell’ultimo decennio. A titolo di confronto, negli ultimi dieci anni, la spesa militare in Cina è cresciuta del 150%. «La mancanza di cooperazione tra i paesi membri nel campo della difesa e della sicurezza costa in termini di mancata efficienza tra i 25 e i 100 miliardi di euro», si legge nella documentazione distribuita oggi. Un aumento della cooperazione aiuterà anche l’economia europea.

In questo senso, Bruxelles ricorda come l'industria della difesa abbia oggi un giro d’affari annuo di 100 miliardi di euro, dando lavoro direttamente e indirettamente a 1,4 milioni di persone. Ogni euro investito genera un ritorno di 1,6 euro. Le possibilità di sfruttare pienamente un volano europeo sono evidenti, tanto più che l’80% degli appalti pubblici nell’Unione è nazionale, provocando «le inutili duplicazioni delle capacità militari».
L’inziativa giunge sulla scia di una serie di circostanze. Da un lato, il vicinato europeo è diventato più instabile, alla luce delle guerre civili scoppiate in Siria e in Libia. La sicurezza, poi, è diventata un problema imperativo dopo i sanguinosi attentanti islamisti perpetrati a Parigi e a Bruxelles negli ultimi 24 mesi. Infine, l’elezione del candidato repubblicano Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti fa temere una America più isolazionista, e meno propensa di prima a garantire la sicurezza europea.

© Riproduzione riservata