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Manifatturiero in ripresa: Italia ai massimi da cinque mesi, bene l’Eurozona

Marka
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In ripresa a novembre l’attività manifatturiera nell’Eurozona, Italia in testa. L’indice Pmi dei direttori degli acquisti delle aziende ha registrato un forte aumento, soprattutto in Spagna, Olanda, Austria, Italia e Irlanda: nella zona euro si è attestato a 53,7 (una lettura sopra 50 segnala espansione) al massimo da gennaio 2014, in lievissimo rialzo da ottobre . Più marcato l’aumento in Italia dove il valore si è attestato a 52,2 rispetto a 50,9 di ottobre e le imprese sondate dall’istituto Markit che elabora l’indice hanno «riportato il maggiore aumento della produzione e dei nuovi ordini in cinque mesi». Per far fronte al maggiore carico di lavoro sono state fatte assunzioni mentre «il consistente aumento dei costi medi di acquisto ha contribuito al primo aumento dei prezzi di vendita in quasi un anno» .

L’incremento di produzione maggiore, in Italia, è stato nei beni di consumo, seguiti da quelli di investimento e intermedi. L’indagine di novembre ha inoltre evidenziato un ulteriore aumento degli ordini esteri che si sono aggiunti a una domanda interna in crescita. «Dopo la recente quiete, pare che le aziende
manifatturiere italiane stiano concludendo l’anno con il piede giusto», ha commentato Phil Smith, economista di Ihs Markit e autore del report. «Il Pmi manifatturiero, grazie alla maggiore crescita della produzione e dei nuovi
ordini e conseguentemente all’incremento dei livelli occupazionali - ha continuato - si è ripreso sino a raggiungere il valore più alto in cinque mesi. Ad ogni modo, l’emergenza di maggiori pressioni sui costi è diventata l’elemento fondamentale, con l’ultimo aumento mensile che rappresenta il maggiore da inizio 2012 e che ha innescato il primo incremento dei prezzi medi di vendita manifatturieri durante l’anno in corso».

Il settore manifatturiero ha mostrato segnali di consistente ripresa anche in Olanda, Austria, Spagna e Irlanda. Anche la Germania, prima economia dell’Eurozona, mantiene una ripresa solida di ordini e acquisti con l’indice Markit a 54,3 sia pure in leggera diminuzione dal record di ottobre (quando a 55, il Pmi tedesco raggiunse il massimo da oltre due anni e mezzo). Forte la domanda dall’estero - oltre che domestica - in aumento per il 16° mese consecutivo. In accelerazione anche i costi di produzione con l’aumento più consistente dal marzo 2012.

Nell’intera Eurozona, commenta Chris Williamson, «si riscontra il migliore andamento delle condizioni economiche da almeno tre anni mentre i benefici di un euro più debole aiutano le imprese a sbarazzarsi delle preoccupazioni legate all’incertezza politica». Molto bene, infatti, sono andati in generale gli ordini dall’estero. L’aumento dei prezzi, aggiunge l’economista, si tradurrà inevitabilmente in prezzi al consumo maggiori nei prossimi mesi. Con possibili effetti sulla politica monetaria della Bce: «Mentre la banca centrale sembra decisa a estendere il programma di quantitative easing nella riunione di dicembre, la svolta nella crescita e le pressioni inflazionistiche alimenteranno ulteriormente le discussioni sull’inizio di un tapering del programma di acquisiti della Bce l’anno prossimo».

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