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Trump nomina al Pentagono il generale Mattis, “monaco…

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Trump nomina al Pentagono il generale Mattis, “monaco guerriero’’

New York - Il prossimo Segretario alla Difesa americano, se confermato, sarà l'ex generale dei marines James Mattis. Il presidente eletto Donald Trump ha annunciato la sua scelta durante un rally in Ohio, a Cincinnati, arruolando un critico dell'amministrazione Obama accusata di troppa timidezza in Medio Oriente.

«Mad Dog Mattis sarà il nostro Ministro della Difesa», ha detto usando uno dei soprannomi che il 66enne generale, raro caso di alto ufficiale chiamato alla guida civile del Pentagono, si è conquistato per il suo fare fin troppo franco durante una carriera che lo ha visto in prima fila nelle guerre in Iraq e Afghanistan e poi capo del Central Command, delle forze americane nella regione mediorientale, nordafricana e dell'Asia centrale.

L'altro suo significativo soprannome è “Warrior Monk”, monaco guerriero, perchè non si è mai sposato e ha una passione per i volumi di strategia e storia militare che colleziona. «È un nuovo George Patton», ha aggiunto Trump riferendosi al comandante delle armate americane in Europa durante e dopo lo sbarco in Normandia.

Mattis si è ritirato nel 2013 in seguito a disaccordi con Obama. Sostiene la necessità di un atteggiamento più aggressivo e da “falco”, definendo l'attuale approccio del Pentagono come “strategy free”, privo di strategia. È però più attento e sensibile di Trump alle problematiche internazionali: seppur contrario alla distensione e all'accordo nucleare con l'Iran, non è oggi per un suo abbandono che ritiene danneggerebbe gli interessi americani e degli alleati, quanto piuttosto per una sua applicazione severa. Al contrario di Trump è inoltre un critico della Russia e della sua espansione in Crimea e Ucraina.

Per essere confermato Mattis avrà bisogno di uno speciale nulla osta dal Congresso, conseguenza del fatto che non ha raggiunto la soglia minima di cinque anni non in servizio prevista per consentire a militari di entrare al governo. La sua approvazione appare pero' probabile, grazie al sostegno di influenti senatori quali il repubblicano John McCain dell'Arizona che lo aveva raccomandato a Trump.

Durante il rally a Cincinnati, parte di un tour per celebrare la vittoria alle urne, Trump ha anche rilanciato con toni decisi numerosi slogan chiave della campagna elettorale: dalla lotta alla corruzione a Washington alla fine di Obamacare, dalla chiusura dei confini ai rifugiati da Siria e Paesi islamici alla costruzione di un muro anti-clendestini al confine con il Messico.

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