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Terrore a Berlino, Site: «Isis rivendica». Libero il…

«un’italiana tra i dispersi»

Terrore a Berlino, Site: «Isis rivendica». Libero il pakistano sospettato

Angela Merkel depone un mazzo di fiori sul luogo dell’attentato (Epa)
Angela Merkel depone un mazzo di fiori sul luogo dell’attentato (Epa)

L’attentatore di Berlino sarebbe in fuga. Lo scrive il quotidiano Die Welt citando fonti investigative. Il rifugiato pachistano arrestato subito dopo la strage al mercatino di Natale, stando alle stesse fonti, non sarebbe stato alla guida del camion ma non è chiaro se fosse un complice o se ci sia stato uno scambio di persona nei concitati e drammatici momenti seguiti all’attacco che ha provocato la morte di 12 persone e il ferimento di altre 48 al mercato natalizio di Breitscheidplatz (14 in condizioni gravissime, secondo il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maziere). In serata, comunque, il sospettato è stato rilasciato: il fermo non è stato tramutato in arresto. Intanto è arrivata la rivendicazione dell’Isis, attraverso Amaq, agenzia di stampa dell’organizzazione terroristica che si autodefinisce Stato islamico.

L'attentatore - afferma il sito citato su Twitter da Rita Katz, responsabile di Site - è un «soldato» che ha risposto alla chiamata dell'Isis.

La ragazza italiana dispersa
Tra i dispersi ci sarebbe anche Fabrizia di Lorenzo, una cittadina italiana di 31 anni residente a Sulmona (L’Aquila). La procura di Roma ha aperto un fascicolo per attentato con finalità di terrorismo. Gli accertamenti sono affidati al pm Francesco Scavo, al vaglio del quale c'è già una prima informativa dei carabinieri del Ros. I familiari della donna sono partiti per Berlino per essere sottoposti all’esame del Dna.
«Mio figlio è lì con mia moglie in attesa del dna, aspettiamo conferme, ma non mi illudo. Da quanto mi dicono non dovrebbero esserci più dubbi», ha commentato il padre, Gaetano Di Lorenzo, impiegato alle Poste di Sulmona. Ci sarebbero poi due italiani feriti nell'attacco terroristico al mercato di Natale di Berlino, oltre alla ragazza dispersa. Entrambi i nostri connazionali sarebbero rimasti feriti in modo lieve. Uno dei due sarebbe già stato dimesso dall'ospedale.

La dinamica dei fatti: l’uomo si sarebbe impossessato di un Tir con targa polacca per guidarlo contro la folla di un mercatino natalizio in pieno centro a Berlino, nella via dello shopping. Sul mezzo c’era anche un altro uomo, un polacco di 37 anni trovato morto nella cabina. Dopo aver atteso molte ore, nella prima mattinata la polizia di Berlino ha iniziato a parlare di «presunto attacco terroristico» e su Twitter ha fatto sapere che secondo gli investigatori il camion è stato «deliberatamente lanciato contro la folla». Lo ha confermato in una conferenza stampa il ministro de Maiziere, dicendo che il sospetto attentatore è un richiedente asilo pachistano. Poco dopo tuttavia il capo della polizia ha gelato il paese dicendo di non essere certo che la persona in custodia sia l’attentatore. E il responsabile della Bka, l’agenzia federale criminale, ha avvertito che potrebbero esserci ulteriori attacchi.

Berlino, il governo ammette: è stato un atto terroristico

È toccato alla cancelliera pronunciare ufficialmente la parola «attentato». Angela Merkel ha parlato ieri mattina a Berlino: «Supponiamo che si tratti di un attentato terroristico» ha detto. I tedeschi e il mondo avevano già capito che il Tir piombato sulla folla di un mercatino di Natale in pieno centro a Berlino, lunedì sera, poco prima delle otto, non era uscito di strada per un incidente. Ma è stata la cancelliera in persona a dare alla Germania la conferma di un attacco deliberato. È stata inoltre Merkel a dire che il giovane attentatore, che ha ucciso dodici persone e ne ha ferite cinquanta, aveva probabilmente «chiesto asilo in Germania». La cancelliera ha ribadito: «Continueremo a sostenere chi chiede di integrarsi nel nostro paese» ma ha anche aggiunto:  «Per tutti noi sarebbe particolarmente difficile da tollerare se si confermasse che a compiere questo atto è stata una persona che ha chiesto protezione e asilo in Germania».

Ieri mattina era emerso da fonti di polizia che autore della strage sarebbe stato il giovane pachistano fermato. Ma in tarda mattinata è arrivata una doccia fredda: la polizia ha fatto retromarcia sostenendo di non sapere se l’arrestato sia effettivamente coinvolto nell’attacco. L’assassino, chiunque egli sia, è ancora in libertà, forse armato, dunque pericoloso. Il giorno della strage si è con ogni probabilità impossessato del Tir con targa polacca e lo ha guidato contro la folla. Sembra verosimile che abbia prima ucciso l’autista. Infatti sul mezzo è stato trovato il cadavere di un uomo polacco di 37 anni. Dopo aver atteso molte ore, soltanto nella prima mattinata di martedì la polizia di Berlino aveva iniziato a parlare di «presunto attacco terroristico» e su Twitter aveva fatto sapere che secondo gli investigatori il camion è stato «deliberatamente lanciato contro la folla». Non solo. Nelle primissime ore di oggi le forze speciali hanno condotto un blitz negli hangar di Tempelhof dove dall’anno scorso è allestito un campo per i rifugiati giunti nella capitale tedesca dopo l’ondata massiccia di profughi dell’autunno 2015.

2016 Anno Zero: il mondo è cambiato

Il pachistano, che in passato avrebbe fornito alle autorità generalità false, potrebbe essere stato ospitato nel campo e potrebbe essere entrato in Germania attraverso la rotta balcanica, passando dall’Austria, insieme alle centinaia di migliaia di persone che nel giro di qualche mese si sono riversate nella “terra promessa” dei richiedenti asilo. Una rotta che è stata bloccata soltanto a marzo di quest’anno dopo l’accordo tra Unione europea e Turchia fortemente voluto proprio da Berlino.

“Questo è un giorno molto triste, sono profondamente scioccata”

Angela Merkel, cancelliera tedesca 

«Questo è un giorno molto triste, sono profondamente scioccata», ha detto Angela Merkel nel suo discorso al paese e si è poi recata sul luogo della strage, il mercato natalizio di Breitscheidplatz, un’isola pedonale alla confluenza di importanti arterie commerciali - come la Ku’damm - nella zona Ovest di Berlino. Merkel era accompagnata dal sindaco socialdemocratico della capitale tedesca, Michael Müller, e dal ministro dell’Interno Thomas de Maizière.

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