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Trump nomina Jay Clayton, un avvocato di Wall Street, a capo della Sec

È jay clayton

Trump nomina Jay Clayton, un avvocato di Wall Street, a capo della Sec

La sede della Sec (Ap)
La sede della Sec (Ap)

Dopo le indiscrezioni è arrivata la conferma. Il presidente eletto Donald Trump ha scelto Jay Clayton, avvocato di Wall Street e partner dello studio Sullivan & Cromwell, come prossimo presidente della Securities and Exchange Commission, la Consob americana, al posto di Mary Jo White, che aveva a sua volta un passato da legale dei colossi finanziari di Wall Street prima di approdare alla Sec. Jay Clayton «è un esperto di grande talento su molti aspetti delle leggi e della regolamentazione finanziaria. Garantirà che le nostre istituzioni finanziarie possano prosperare e creare posti di lavoro, rispettando allo stesso tempo le regole», ha detto Trump, sottolineando che «bisogna cambiare norme che hanno soffocato gli investimenti nelle aziende americane e ristabilire la supervisione dell'industria finanziaria in modo che non danneggi i lavoratori americani».

Clayton, che non ha esperienze precedenti di governo, nei piani di Trump sarebbe chiamato a giocare un ruolo importante nella creazione di posti di lavoro, favorendo una regolamentazione che incoraggi gli investimenti e avendo come priorità l'affidabilità e la sicurezza finanziaria. Il presidente eletto aveva preso in considerazione anche Debra Wong Yang, che aveva avuto un incarico nell'amministrazione di George W. Bush, ma ha infine scelto Clayton, che tra le altre cose, ha lavorato alla quotazione di Alibaba Group alla Borsa americana nel 2014.

Naturalmente non mancano i dubbi su come potrà interpretare il mandato un avvocato di Wall Street che ha difeso contro il Dipartimento di Giustizia le più grandi banche, come Goldman Sachs, JPMorgan e Deutsche Bank, nelle cause sui mutui tossici che hanno scatenato la crisi finanziaria. In passato, in un paper del 2011 citato da Dow Jones, Clayton non ha mancato di criticare la Commissione proprio per essere stata a suo dire eccessivamente severa, a confronto con i criteri adottati in altri Paesi, nell’applicazione delle regole anti-corruzione.

Attività di controllo che secondo la ricerca firmata da Clayton avrebbe causato «danni duraturi alla competitività delle società quotate e del mercato dei capitali Usa». Idee in linea con quelle del presidente eletto in materia di ridimensionamento, per esempio, della riforma di Wall Street, la legge Dodd-Frank, varata nel 2010 su forte impulso dell’amministrazione Obama. (Al.An.)

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