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Le incredibili storie dei fondi nati prima del 1929 (e tuttora in…

gli highlander della gestione

Le incredibili storie dei fondi nati prima del 1929 (e tuttora in salute)

New York, Times Square, 1920 (Ap)
New York, Times Square, 1920 (Ap)

Il più antico è il MFS Massachusetts Investors Trust (ticker MITTX), fondato nel luglio del 1924 e tuttora quotato, con un patrimonio di sei miliardi di dollari. Il più ricco è il Vanguard Wellington (ticker VWELX), lanciato nel luglio del 1929 e arrivato oggi a gestire 93 miliardi di dollari. E assieme a questi fondi aperti ci sono una mezza dozzina di fondi chiusi, dal Tri-Continental all’Adams Diversified Equity, dal Central Securities al General American Investors.

Sembra incredibile, ma negli Stati Uniti esistono tuttora fondi comuni di investimento che hanno quasi un secolo di storia. E che sono passati più o meno indenni attraverso crolli dei listini, crisi economiche, guerre mondiali e regionali, recessioni, mutamenti dell’assetto politico mondiale. Vista dall’Italia, che ha visto i primi fondi comuni apparire solo nel 1984, la storia di questi “mutual funds” appare ancora più affascinante.

Prendiamo il Central Securities, lanciato nell’ottobre 1929 (una manciata di giorni prima del grande crollo di Wall Street) come braccio finanziario della Central Illinois Bank & Trust. A gestirlo oggi è il 75enne Wilmot Kidd, stockpicker abile e schivo, che ne ha preso le redini dal 1973 portando a casa risultati affatto disprezzabili: negli ultimi 15 anni, il Central Securities ha generato un rendimento del 6,8% annualizzato (contro il 6,6% dello S&P500). «Nei nostri investimenti manteniamo una prospettiva di lungo termine - ha spiegato Kidd in una delle sue rarissime interviste - senza preoccuparci troppo delle perfomance di breve». Lui e la sua famiglia sono i primi a essere interessati a un buona performance del fondo, visto che ne controllano (direttamente o tramite una fondazione) circa il 44%.

Un altro di questi mitici funds, le cui quote spesso si tramandano di generazione in generazione, è l’Adams Diversified Equity, diventato un fondo chiuso poco prima del crack di Wall Street dell’ottobre 1929. Il “closed-end fund” venne lanciato per finanziare la Adams Express, società fondata nel 1854 all’epoca del vecchio West come società postale del Massachusetts e successivamente divenuta secondo azionista delle Pennsylvania Railroad. Ha costi di gestione bassi (0,61%, la metà di una media di mercato che negli Stati Uniti si aggira sull’1,2%) e distribuisce regolarmente un dividendo ai sottoscrittori ogni anno dal 1935.

Come sopravvissero Adams Diversified Equity e Central Securities al cosiddetto "Big Crash”, il crollo del 29 ottobre 1929, preceduto dall’altrettanto micidiale “giovedì nero”? Probabilmente al momento del crack i fondi, essendo appena stati fondati, erano ancora pieni di liquidità non investita in titoli azionari: seduti sul cash, rimasero indenni durante l’implosione del mercato salvo poi approfittare della ripresa di Wall Street dalla metà degli anni Trenta.

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