Mondo

Trump: Mosca dietro hacker ma dossier hard su di me falsi

CONFERENZA STAMPA

Trump: Mosca dietro hacker ma dossier hard su di me falsi

Afp
Afp

NEW YORK - Una conferenza stampa in pompa magna, per respingere categoricamente le accuse - non provate e smentite anche da Mosca - che la Russia abbia informazioni compromettenti su di lui con le quali potrebbe ricattarlo. Per risolvere il problema dei suoi conflitti di interesse con la creazione di un trust prima di entrare alla Casa Bianca. Per promettere nuovi posti di lavoro nel Midwest e attaccare l'ultimo suo bersaglio nella Corporate America, l'industria farmaceutica per il suo caro-prezzi, subito penalizzata a Wall Street.

Donald Trump, nel suo primo incontro con i giornalisti da presidente eletto, si è fatto precedere da addetti stampa e dal vicepresidente Mike Pence, dando un'immagine più formale del solito ai suoi eventi. E ha cominciato dal caso di giorno. «Sono tutte notizie false. Fittizie. Non è mai accaduto», ha dichiarato parlando della saga russa. «Il rapporto è stato redatto da nostri oppositori. Era un gruppo di oppositori che si è riunito. Gente malata che ha messo assieme quella schifezza». Trump ha anche smentito specifiche accuse: di rapporti sessuali in camera d’albergo con prostitute durante una visita in Russia, affermando di essere comunque sempre cosciente della possibilità di «telecamere nei posti più strani» quando viaggia all’estero.

Prima di lui Pence aveva criticato pesantemente i mass media che hanno pubblicato il dossier: «Può solo essere attribuito ai pregiudizi nei media e a un tentativo di sminuire il presidente eletto e l'amministrazione entrante». Il portavoce Sean Spicer ha definito la pubblicazione un evento «triste e patetico» per generare click. Buzzfeed in particolare ha messo ieri notte online l'intero documento di circa 35 pagine, mentre altre organizzazioni hanno semplicemente riportato l'esistenza di questo materiale indicando che non ci sono prove e del quale però l'intelligence americane si era sentita in dovere di informare Trump nel briefing sulle interferenze russe nelle elezioni venerdì scorso. Cnn ha riportato la decisione dell'intelligence ed è a sua volta stata attaccata: Trump ha tacciato la rete di fare “fake news”, finta informazione.

In un tweet Trump aveva già preso posizione questa mattina presto sullo scandalo, definendolo una cosa da «Germania nazista». Il documento, preparato da un ex agente dell'MI-6 britannico che ha lavorato come consulente per società di ricerca politica di Washington durante la campagna elettorale, sostiene anche che rappresentanti di Trump avrebbero trattato con esponenti di Mosca sulle operazione di pirateria ai danni di Hillary Clinton e che si sarebbero stati anche scambi di soldi e tangenti. Il materiale circolava già da mesi ma la stampa americana non lo ha mai pubblicato perché non è stata trovata prova di simili episodi. Anche l'intelligence ha indagato senza esito. E ieri è nuovamente finita nel mirino di Trump, che ha ingaggiato un duro scontro contro i servizi segreti: «Non avrebbero mai dovuto permettere simili false notizie di filtrare in pubblico. Un ultimo colpo contro di me», ha twittato.

Trump ha anche espresso il suo apprezzamento per i giornali che no hanno pubblicato il materiale e per Vladimir Putin che ha affermato che era falso. «Rispetto il fatto che lo abbia detto». Trump ha tuttavia anche ammesso apertamente di essere ora convinto che Mosca sia stata alle spalle dello scandalo di hackeraggio elettorale, come sostenuto dall'intelligence statunitense: «Penso sia stata la Russia», ha detto durante la conferenza stampa. E ha anche promesso un rapporto completo sull’hacking da parte di Paesi esteri entro 90 giorni dall'insediamento.

Su un altro fronte domestico caldo, la riforma sanitaria, ha invitato il Congresso a cancellare e rimpiazzare al più presto Obamacare, definita «un completo disastro». Il presidente eletto ha inoltre affrontato il nodo dei conflitti di interesse: un trust gestito dai due figli Eric e Donald Jr. raccoglierà e gestirà i suoi asset. Un comitato etico supervisionerà i deal, limitati agli Stati Uniti, da parte del trust. Alcune recenti operazioni internazionali sono già state fermate. Una soluzione ritenuta inadeguata da molti esperti.

“Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai creato”

Donald Trump, presidente eletto degli Stati Uniti d’America 

Trump ha anche messo al centro la Corporate America: ha attaccato l'industria farmaceutica, affermando che le aziende del settore «sono disastrose, fanno ciò che vogliono» e chiedendo nuove procedure per i contratti nel comparto che favoriscano una maggiore competizione nei prezzi. I titoli del comparto hanno reagito molto male in Borsa, cedendo in media oltre il 2%, con flessioni ancora più pesanti per Bristol-Myers e Biogen (qui la quotazione del titolo Pfizer), così come le biotech.

Trump ha inoltre preannunciato l'apertura di impianti da parte di numerose aziende nel Midwest. Ha infine ringraziato nuovamente le compagnie auto Ford e Fca per gli investimenti statunitensi e affermato in maniera a dir poco enfatica: «Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai creato».

© Riproduzione riservata