Mondo

Ad Astana Erdogan abbozza su Assad. In attesa dell'entrata in scena di…

colloqui sulla siria

Ad Astana Erdogan abbozza su Assad. In attesa dell'entrata in scena di Trump

Sedat Onal,  Alexander Lavrentiev,  Kairat Abdrakhmanov,  Staffan de Mistura e Hossein Jaber Ansari (Afp)
Sedat Onal, Alexander Lavrentiev, Kairat Abdrakhmanov, Staffan de Mistura e Hossein Jaber Ansari (Afp)

L'obiettivo dei colloqui di Astana non era certamente quello ambizioso di trovare una via di uscita alla guerra civile che da sei anni devasta la Siria ma quello assai più limitato di rendere più stabile il cessate il fuoco concordato lo scorso 30 dicembre dal governo di Damasco - sotto la supervisione di Mosca, Teheran e Ankara - con i 12 gruppi di ribelli islamisti e non islamisti dopo la riconquista di Aleppo da parte delle forze governative. Nonostante le grandi aspettative suscitate, i negoziati non sembrano poter tracciare un percorso definitivo verso una pace stabile ma soltanto verificare la tenuta di una tregua che finora è stata violata da tutte le parti in campo e che comunque non può significare la pace visto che continua la guerra contro il Califfato da parte di due coalizioni, una a guida russo-siriana e l'altra a guida americana.

Colloqui a tre
In un clima infuocato dove le parti siriane si sono si sono scambiare reciproche accuse, i delegati di Mosca e di Ankara hanno preferito appartarsi con i rappresentanti della repubblica islamica iraniana per discutere del futuro della Siria e hanno raggiunto un risultato: i turchi hanno riconosciuto la possibilità che Bashar Assad mantenga «un ruolo politico nella fase di transizione verso la pace», facendo di fatto cadere la precondizione dell'uscita di scena del presidente siriano.
In poche parole Erdogan ha chinato la testa davanti alle richieste di Putin e dell'Iran.

Le possibili scelte di Trump
Per una via d'uscita definitiva dal caos siriano i protagonisti dei negoziati di Astana attendono l'entrata in scena di un nuovo attore, il neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha più volte dichiarato di volere un accordo con il Cremlino per eliminare l'Isis. Ma anche lui, se davvero punta a un'intesa, dovrà accettare che Assad resti al potere con somma irritazione di Israele, dell'Arabia Saudita e delle monarchie del Golfo, cioè dei maggiori alleati americani nella regione che vedono come il fumo negli occhi il consolidamento dell'asse sciita guidato dall'Iran. Per Trump è già scattata la trappola Medio Oriente dove gli Stati Uniti, dall'Iraq alla Siria, ereditano i disastri di 15 anni di scelte sbagliate.

© Riproduzione riservata