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Attacco al Louvre, torna la paura a Parigi

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Attacco al Louvre, torna la paura a Parigi

  • –Marco Moussanet

parigi

Paura al Louvre. La minaccia terroristica si nuovamente concretizzata ieri mattina in uno dei luoghi pi emblematici di Parigi, all’ingresso del museo pi frequentato al mondo, con oltre 7 milioni di visitatori all’anno.

Poco prima delle dieci, un uomo ha aggredito una pattuglia di quattro militari dell’operazione “Sentinelle” (il servizio di controllo del territorio deciso dopo gli attentati del 2015, al quale sono destinati 7mila uomini, met dei quali nella capitale) in fondo a una delle scale del Carrousel du Louvre, la zona commerciale sotterranea aperta nel 1993 (con 13mila metri quadrati di negozi e ristoranti e 7mila di sale congressi) che da Rue de Rivoli e dalla Tuileries porta fino all’ingresso del Louvre, proprio al di sotto della famosa Piramide di Pei.

L’uomo – che stato successivamente individuato come un egiziano di 29 anni incensurato e sconosciuto ai servizi di intelligence, arrivato a Parigi da Dubai lo scorso 26 gennaio con un visto turistico Schengen – ha aggredito i soldati con un machete, al grido di Allah Akbar (Allah grande), ed riuscito a ferirne leggermente uno alla testa. Gli altri militari hanno sparato e lo hanno gravemente ferito allo stomaco. Il giovane egiziano stato operato a lungo all’ospedale Pompidou: ieri era ancora in gravi condizioni e non si sa quando potr essere interrogato.

L’intera zona stata immediatamente isolata dalle forze dell’ordine, mentre i servizi di sicurezza interni hanno provveduto a mettere al riparo i visitatori e i dipendenti presenti al Carrousel e al Louvre (circa 1.600 persone). Solo dopo aver accertato che non ci fossero altri terroristi e aver controllato il contenuto dei due zaini che l’aggressore aveva con s (in cui non c’erano esplosivi e armi a fuoco), la polizia ha provveduto all’evacuazione dei turisti. Verso le 13 la situazione tornata alla normalit. Anche se gli ingressi della zona commerciale del Louvre (visitata ogni anno da circa 15 milioni di persone) e del museo sono rimasti chiusi per l’intera giornata. Riapriranno questa mattina.

Il premier Bernard Cazeneuve e poi, da Malta, il presidente Franois Hollande hanno confermata che si trattato di un attacco terroristico. E l’inchiesta immediatamente aperta dalla Procura di Parigi stata d’altronde assegnata proprio alla sezione antiterrorismo. Una perquisizione stata effettuata dalla polizia in Rue de Ponthieu, una parallela degli Champs-Elyses ricca di locali notturni e nota alla cronaca nera per le numerose risse, nell’albergo che l’egiziano aveva segnalato come residenza temporanea nella capitale. Mentre gli inquirenti sono al lavoro sul cellulare trovato in uno zaino dell’aggressore (grazie al quale sono risaliti alla sua identit) e cercano di capire se l’uomo – che ieri mattina ha inviato un messaggio sui social network in cui parla di guerra implacabile - avesse dei complici, un supporto logistico.

Non si tratta peraltro del primo attentato di questo genere. Da quando lo Stato islamico ha moltiplicato gli appelli ad aggredire e uccidere i miscredenti francesi sul loro territorio, con ogni mezzo. Un attacco all’arma bianca contro i militari dell’operazione “Sentinelle” si era gi verificato nella capitale, alla Dfense, e un altro a Nizza, contro una pattuglia che controllava l’ingresso a una sinagoga.

Hollande e i suoi ministri hanno insistito ancora una volta sul fatto che la minaccia terroristica sempre presente e non bisogna mai abbassare la guardia. Una sorta di richiamo all’ordine nei confronti di un’opinione pubblica che sembra ormai aver superato lo shock dei 240 morti degli attentati di Parigi e di Nizza e la cui attenzione in queste settimane di campagna elettorale delle presidenziali rivolta pi ai temi economici e sociali (e allo scandalo del supposto lavoro fittizio della moglie di Franois Fillon, il candidato della destra all’Eliseo sempre pi in difficolt).

Gli operatori economici, dal canto loro, temono ovviamente che questo nuovo attacco abbia un impatto negativo sul turismo parigino, che in questo inizio d’anno sembrava in ripresa dopo il calo di arrivi e presenze registrato nel 2016 proprio a causa degli attentati. L’anno scorso il Louvre ha avuto un calo degli ingressi pari al 15 per cento. E il Carrousel del 17 per cento.

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