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Il caso Flynn e quattro domande sui rapporti tra Trump e la Russia

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Il caso Flynn e quattro domande sui rapporti tra Trump e la Russia

Donald Trump con Michael Flynn (Afp)
Donald Trump con Michael Flynn (Afp)

NEW YORK - Donald Trump ha perso il suo primo uomo, Michael Flynn, travolto dallo scandalo esploso per le sue compromettenti conversazioni con diplomatici russi prima che l'amministrazione fosse in carica e per aver mentito sul loro contenuto. Il terremoto potrebbe essere solo agli inizi: rivelazioni di stampa e indagini accendono adesso nuovamente e più che mai i riflettori sulle relazioni pericolose di Trump e di suoi collaboratori con il Cremlino, prima e dopo le elezioni.

La scossa colpisce una credibilità internazionale della Casa Bianca già ferita da ripetuti passi falsi: dai decreti contro l'immigrazione e i rifugiati agli scontri con alleati quali Messico e Australia. Fino all'immagine di Trump che discute pubblicamente, a cena nel resort di Mar-a-Lago tra commensali che ascoltano e fotografano, la risposta al lancio di un missile balistico nordcoreano. Ma il caso-Flynn e le sue ramificazioni hanno il potenziale di essere la vicenda piu' grave. Vediamo perché.

1) Che cosa emerge dei rapporti tra Trump e i suoi collaboratori e Mosca dopo il caso Flynn?
Il New York Times ha rivelato questa notte che alcune intercettazioni dimostrano come numerosi esponenti della campagna 2016 di Donald Trump e altri suoi confidenti abbiano avuto ripetuti e frequenti contatti con alti funzionari dell'intelligence russa nel corso dell'anno precedente le elezioni. A rivelare le relazioni sono stati quattro attuali ed ex alti funzionari governativi. Le autorita', sulla base di queste intercettazioni, hanno indagato sulla possibilita' di collusioni tra la campagna di Trump e il Cremlino ai danni del partito democratico. Le indagini finora non avrebbero evidenziato un coordinamento. Uno dei collaboratori di Trump coinvolti e intercettati sarebbe l'allora responsabile della campagna elettorale Paul Manafort, che era stato anche consulente di forze pro-russe in Ucraina. Manafort ha negato.

2) Chi è Michael Flynn?
Era fino a ieri il Consigliere di sicurezza nazionale, a capo del National Security Council, uno dei collaboratori piu' stretti del Presidente. Ex generale e ex capo dell'intelligence militare negli anni di Barack Obama, Flynn era considerato un democratico. Ma fu allontanato dalle forze armate con accuse di incapacita' gestionale. Nel campo di Trump lo portarono successivamente le sue vedute fortemente anti-islamiche. Flynn ha inoltre vantato legami con la nomenclatura di Mosca, pagato tra l'altro dal canale Tv propagandistico del Cremlino e ospite di un gala con Putin a Mosca. I critici lo consideravano inoltre del tutto inadatto per carattere e preparazione al ruolo cruciale di National Security Adviser, forse la posizione piu' influente nel governo americano non soggetta ad approvazione del Congresso. Finora il mandato piu' breve in questa posizione era stato di due anni, non di 24 giorni.

3) Di che cosa è accusato Flynn?
Flynn si e' dimesso o e' stato cacciato - a seconda delle versioni - ufficialmente per aver mentito al vice presidente Mike Pence su un colloquio avuto con l'ambasciatore russo a Washington, Sergey Kislyak. La Casa Bianca ha detto che il legame di fiducia tra Il Presidente e Flynn si era irrimediabilmente rotto. Flynn aveva negato di aver discusso nel colloquio telefonico le sanzioni imposte proprio quel giorno dall'amministrazione uscente di Barack Obama come rappresaglia per le interferenze di Mosca nelle elezioni americane. Pence aveva in seguito pubblicamente difeso Flynn. Il colloquio e' stato pero' intercettato dall'intelligence americana. Discutendo delle sanzioni, e forse promettendo di toglierle, Flynn potrebbe anche aver violato la legge: il Logan Act proibisce ai privati cittadini di fare politica estera e allora l'amministrazione Trump non era ancora in carica.

4) Cosa potrebbe accadere ora?
Le inchieste sono soltanto agli inizi. Sono possibili incriminazioni di Flynn, anche per aver mentito all'Fbi che lo aveva interrogato a proposito sotto giuramento. Sono inoltre probabili indagini da parte del Congresso su chi sapeva che cosa e quando delle attivita' di Flynn nella cerchia di Trump. La Commissione di Intelligence del Senato ha gia' in corso un'inchiesta sulle interferenze russe nelle elezioni americane - l'hacking del partito democratico - e ha ampi poteri per allargare il suo lavoro al nuovo scandalo, stando sia a leader democratici che repubblicani. La Casa Bianca ha ad esempio ammesso che Trump era a conoscenza delle possibili violazioni commesse da Flynn fin dal 26 gennaio, quando il Dipartimento della Giustizia aveva avvertito la Casa Bianca delle discrepanze tra le sue affermazioni a proposito del colloquio con l'ambasciatore russo e le registrazioni. E del rischio che Flynn fosse ricattabile da Mosca per le menzogne raccontate. Il vicepresidente Pence e' stato informato soltanto negli ultimi giorni, il 9 febbraio.

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