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Nuovo smacco per Trump: Harward rifiuta la poltrona di consigliere per la…

RIFIUTATO L’INCARICO

Nuovo smacco per Trump: Harward rifiuta la poltrona di consigliere per la sicurezza nazionale

Robert S. Harward (Reuters)
Robert S. Harward (Reuters)

New York - Crescono disperazione e caos attorno a Donald Trump. Il prescelto per assumere la delicata posizione rimasta improvvisamente vacante di Consigliere di Sicurezza Nazionale - l'ex vice ammiraglio Robert Harward che con la sua esperienza e credibilita' avrebbe dovuto restituire stabilita' a un'amministrazione allo sbaraglio dopo neppure un mese - ha rifiutato seccamente l'incarico. Funzionari della Casa Bianca e lo stesso Harward hanno citato ufficialmente ragioni personali, familiari e finanziarie - Harward e' oggi un alto dirigente di Lockheed Martin basato a Abu Dhabi. Ma la verita' e' poi trapelata. L'ex alto ufficiale, dopo due giorni di riflessione, era combattuto tra il senso del dovere e le pericolose disfunzioni dell'amministrazione. Aveva posto, per accettare, la condizione non negoziabile di portare con se' la propria squadra. Trump ha invece insistito per tenere l'entourage che aveva scelto alle spalle del dimissionato Michael Flynn, a cominciare dalla vice KT McFarland. Alla domanda se cosi' sia stato, Harward ha risposto con un no comment.

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Lo smacco ferisce una Casa Bianca che gia' sanguina da mille ferite aperte, molte auto-inflitte. Solo poche ore prima lo stesso Presidente, durante una conferenza stampa convocata per difendersi da accuse di aver scatenato crisi istituzionali e scandali senza fine, aveva dichiarato di “avere un'eccezionale persona per la posizione”.

La conferenza stampa era stata un evento-shock prima ancora della smentita sulla “persona eccezionale” in arrivo al fianco di un assortimento di consiglieri della Casa Bianca che per ora assomiglia semmai a un'armata Brancaleone, dal pallido genero di Trump, Jared Kushner, al guru dell'estrema destra Stephen Bannon. Trump, mischiando toni irati e complimenti a se stesso, aveva accusato l'intelligence americana di cospirare contro di lui con fughe di notizie sulle relazioni improprie di suoi emissari con la Russia. Incalzato dai giornalisti, aveva detto di non essere a conoscenza di simili contatti e negato di avere interessi o prestiti a Mosca.

Ma aveva soprattutto rilanciato le violente critiche ai media, che traviserebbero la realta' dipingendo caos dove invece esiste un governo che “funziona come macchina di precisione”. Aveva vantato d'aver fatto piu' di qualunque amministrazione al debutto, quando invece e' cifre alla man o il governo che ha fatto meno. Il tutto inframmezzato anche da menzogne e errori di pura vanita'. Aveva rivendicato, citando numeri sbagliati, la vittoria alle elezioni con il maggior numero di voti elettorali nella storia, una manifesta falsita' visto che sia Reagan che Obama ne avevano ottenuto ben di piu' come gli e' stato ricordato. Non aveva neppure saputo rispondere correttamente alla domanda di un giornalista ebreo che chiedeva semplicemente come l'amministrazione intendesse reagire davanti alle notizie di crescenti minacce antisemite nel Paese: Trump si e' limitato a vantarsi di essere “la persona meno antisemita” al mondo.

Il no di Harward, nella notte, e' stato il colpo finale. Il 60enne vice-ammiraglio era stato a capo della Combined Joint Interagency Task Force 435 in Afghanistan e fante d'assalto della marina. Al culmine della carriera era stato vice comandante dello US Central Command, che ha responsabilita' per il Medio Oriente e l'Asia Centrale, e stretto collaboratore dell'attuale Segretario alla Difesa James Mattis. Una nomina a Consigliere per la sicurezza nazionale veniva considerata come un segnale di possibile riscossa e maturazione dell'amministrazione e di aumento dell'influenza delle correnti piu' moderate e preparate.

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