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Ecuador al voto, probabile ballottaggio. Assange primo nodo da…

sinistra in vantaggio alle presidenziali

Ecuador al voto, probabile ballottaggio. Assange primo nodo da sciogliere

Reuters
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L'Ecuador entra in una nuova stagione politica, quella del dopo-Correa. Alle elezioni presidenziali di ieri si profila una vittoria del candidato del partito governativo Lenin Moreno, erede politico del presidente uscente Rafael Correa, leader del progetto “Socialismo del XXI secolo”.
Lo scrutinio è ancora in corso e attualmente, secondo i primi risultati provvisori, la vittoria di Moreno si quantifica nel 39% dei voti, contro il 29% di Guillermo Lasso, esponente conservatore.

Si profilerebbe quindi un ballottaggio, in programma il 2 aprile. Infatti, per potersi aggiudicare la vittoria al primo turno, Moreno dovrebbe vincere con il 40% dei voti e 10 punti percentuali di distacco al secondo.
Al terzo posto compare la candidata del Partido social cristiano, Cynthia Viteri, che ha annunciato, in vista di un eventuale ballottaggio, di allearsi con il leader di centrodestra Lasso. Lo spoglio dei voti, nelle ultime ore, procede a un ritmo molto blando e nelle ultime ore il Comitato elettorale ha dichiarato che ci vorranno almeno due giorni per avere i risultati definitivi. Ciò ha indotto alcune osservatori a denunciare il pericolo di brogli.
Nella capitale Quito sono affluiti osservatori di Unasur e dell'Oea, ma non dell'Unione europea.

Sullo sfondo di questa elezione presidenziale vi è la questione di Julian Assange, fondatore di Wikileaks. Assange, da quasi 5 anni, è rifugiato nell'ambasciata ecuadoriana a Londra. Il candidato conservatore Lasso ha dichiarato che, qualora vincesse le elezioni, darebbe 30 giorni di tempo ad Assange per lasciare l'ambasciata ecuadoriana.

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