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Vietnam: l’ultimo viaggio dell’imperatore del Giappone

VISITA STORICA

Vietnam: l’ultimo viaggio dell’imperatore del Giappone

L’imperatore Akihito  con l’imperatrice Michiko (Epa)
L’imperatore Akihito con l’imperatrice Michiko (Epa)

Sventolano appaiate le bandiere con il disco rosso su sfondo bianco e quelle con la stella gialla dentro un rosso piu' scuro. E' la prima storica visita mai effettuata da un imperatore giapponese in Vietnam e probabilmente l'ultimo viaggio all'estero di Akihito, che ha suggerito nell'agosto scorso di voler diventare il primo sovrano nipponico ad abdicare in 200 anni (e' in attesa che governo e Dieta decidano su una apposita legge che glielo consentira', forse da fine 2018).

Akihito e la consorte imperatrice Michiko – dopo un primo incontro con il presidente Tran Dai Quang - hanno deposto oggi una corona di fiori al mausoleo di Ho Chi Minh. Sembrerebbe una ironia della storia, visto che il Giappone e' statouna base logistica essenziale per la guerra americana in Vietnam (sia pure per lo piu' attraverso Okinawa, sotto occupazione fino al 1972). Ma non lo e' piu' di tanto, visto che l'invasione nipponica dell'Indocina porto' a un risveglio dei popoli sotto dominio coloniale e che non pochi militari giapponesi restarono nel dopoguerra ad addestrare i Viet Minh nella lotta per l'indipendenza.

Akihito a Hue omaggia la cultura vietnamita

Pochi riflettono sul fatto che il Vietnam ebbe un ruolo indiretto decisivo nella seconda guerra mondiale: la scelta giapponese di non attaccare da est la Russia nel 1941 (come chiedevano i nazisti) ma di correre piuttosto verso sud a invadere l'Indocina meridionale salvo' Mosca e indusse gli Stati Uniti a decidere l'embargo sul petrolio e il congelamento totale degli asset giapponesi: a quel punto Tokyo dovette scegliere se accettare la richiesta Usa di abbandonare la Cina o andare in guerra con l'America. Cosi' la Russia non fu sconfitta e l'ingresso degli Usa nel conflitto ne determino' la svolta definitiva. La presenza in Indocina a fine guerra dei militari nipponici, poi, contribui' a minare il rinnovato dominio coloniale francese: non mancarono giapponesi non solo tra gli addestratori, ma in prima fila negli stessi combattimenti della guerra d'indipendenza.

Akihito: in Vietnam l'ultimo viaggio dell'imperatore

Domani l'imperatore incontrera' alcuni rappresentanti delle famiglie vietnamite create da ex militari nipponici che restarono nel Paese: moglie e figli ai quali non fu permesso di emigrare in Giappone con i mariti quando, nel 1954, il clima politico cambio'. Storie di dolori per vedove bianche e per figli discriminati in quanto accusati di esser discendenti dei “fascisti”.
Oggi e' interesse di entrambi i governi approfondire le relazioni bilaterali, anche per cercare di bilanciare la crescente influenza regionale della Cina, con cui tra l'altro hanno entrambi contenziosi territoriali.

Vietnam: Akihito e la «vedova bianca» del soldato

Se, formalmente, la visita di Akihito non ha significati politici ma intende attestare un “goodwill” piu' generico e rispondere a ripetuti inviti dei leader vietnamiti, non puo' sfuggire che arrivi a poco piu' di un mese da una analoga trasferta del premier Shinzo Abe.
Il Giappone e ‘ il quarto partner commerciale (dopo Cina, Usa e Corea del Sud) e la seconda fonte di investimenti dall'estero (dopo la Corea). Tokyo e' anche il principale fornitore ad Hanoi di aiuti allo sviluppo (prestiti agevolati per 178,8 miliardi di yen nello scorso anno fiscale): l'imperatore ha incontrato anche una delegazione di giovani giapponesi che operano in Vietnam sotto l'egida della Japan Overseas Cooperation Volunteers. Cresce l'interscambio anche turistico e sono ormai circa 60mila gli studenti vietnamiti nel Sol Levante.

La coppia imperiale incontrera' anche ex studenti che, dopo un periodo in Giappone, sono tornati in Vietnam con competenze professionali da mettere a disposizione della loro nazione. La trasferta imperiale si concludera' il 6 marzo dopo una breve tappa a Bangkok: condoglianze per la morte del re Bhumibol Adulyadej il 13 ottobre scorso e saluti al nuovo re.

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