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G20, Fmi: no a protezionismo, fa male alla crescita

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G20, Fmi: no a protezionismo, fa male alla crescita

FRANCOFORTE -Il Fondo monetario e la presidenza tedesca del G-20 si schierano a difesa dei mercati aperti e della regolamentazione della finanza, entrambe sotto attacco da parte dell'amministrazione Trump.
A tre giorni dall'incontro dei ministri finanziari e dei governatori del G-20 a Baden-Baden, dove i rappresentanti del nuovo Governo americano incontreranno per la prima volta i partner dei maggiori Paesi avanzati e delle grandi economie emergenti, il direttore dell'Fmi, Christine Lagarde, sostiene in un blog che la comunità internazionale «deve evitare l'autolesionismo.

Questo significa star lontani da politiche che danneggino seriamente il commercio, le migrazioni, i flussi di capitale e la condivisione di tecnologie attraverso i confini».
Giovedì sera, prima della riunione del G-20, il nuovo segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, incontrerà a Berlino il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble.

Nella nota sull'economia mondiale che, come d'abitudine, fa da sfondo alla riunione, il Fondo rileva che le prospettive della crescita stanno migliorando, dal 3,1% l'anno scorso al 3,4% quest'anno e al 3,6% l'anno prossimo. «È probabile che possiamo condividere un senso di crescente ottimismo – scrive la signora Lagarde – perché il recente rafforzamento dell'attività suggerisce che l'economia mondiale può finalmente uscire da una convalescenza durata diversi anni».

Il Fondo ritiene tuttavia che i rischi restino orientati al ribasso e che ci sia bisogno di un continuo supporto della politica monetaria e della politica fiscale, nei Paesi che hanno spazio in bilancio.

Fra i rischi individuati dagli economisti dell'istituzione di Washington ci sono, oltre al grado «insolitamente alto di incertezza politica», anche le ripercussioni di un diverso mix delle politiche degli Stati Uniti, che porti, attraverso un rafforzamento del dollaro e a un aumento dei tassi d'interesse, a condizioni finanziarie più restrittive a livello globale».

Il vicepresidente della Bundesbank, Claudia Buch, nell'introdurre i temi del G-20, ha detto a sua volta che «la globalizzazione ha contribuito a portare maggior prosperità al mondo intero e a ridurre le disuguaglianze fra Paesi». Sullo stesso tema aveva insistito la settimana scorsa il presidente della Bce, Mario Draghi. La signora Buch parla di necessità di «stretta collaborazione. Il G-20 è il foro centrale per la cooperazione internazionale».

Dal suo insediamento, l'amministrazione Trump ha invece indicato la possibilità di introdurre misure protezionistiche e di scegliere la strada dei rapporti bilaterali, invece che multilaterali, con le altre economie.

Un altro punto controverso è la regolamentazione dei mercati finanziari, sulla quale si è creato un consenso globale dopo la crisi della fine del decennio scorso e sulla quale il nuovo Governo degli Stati Uniti ha annunciato di voler fare marcia indietro. «Ci deve essere – ha detto la presidente della Bundesbank – un grado appropriato di regolamentazione al fine di contenere i rischi. Le riforme realizzate finora hanno fornito un importante contributo ad aumentare la robustezza del sistema finanziario».
La signora Buch suggerisce che si possa compiere ora una revisione dell'efficacia delle riforme introdotte, ma senza annacquare la resilienza del sistema finanziario.

Secondo le prime indiscrezioni sui lavori preparatori, la presidenza tedesca sarebbe disposta a evitare uno scontro diretto con la nuova amministrazione americana, rendendo meno espliciti gli impegni in materia di libero commercio e di cambi (diversi esponenti dell'amministrazione Trump hanno accusato Cina, Giappone e Germania di manipolare il tasso di cambio), ma ribadendone al sostanza.

L'analisi dell'Fmi ribadisce sui singoli Paesi le previsioni già avanzate a gennaio: nel caso dell'Italia, che «cresce al di sotto del potenziale», dopo lo 0,9% del 2016, la crescita sarà dello 0,7% nel 2017 e dello 0,8% nel 2018, in entrambi i casi rivista al ribasso rispetto all'ottobre scorso. 

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