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Olanda, indecisi e Turchia incognite del voto: urne aperte fino alle 21

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Olanda, indecisi e Turchia incognite del voto: urne aperte fino alle 21

AMSTERDAM - Dalle 7 e 30 di stamattina 12,8 milioni di olandesi hanno iniziato a votare per eleggere la nuova Camera bassa. Sullo sfondo, tre incognite: l'alto numero di indecisi, i sondaggi e la variabile Turchia.

Almeno il 55% degli elettori, alla vigilia, ha detto di non aver ancora preso una decisione definitiva sul partito da votare: un dato che invita a prendere con le molle – se ancora ce ne fosse bisogno dopo il referendum su Brexit e l'elezione di Donald Trump alla presidenza Usa – i sondaggi. Quanto ai sondaggi, poi, dopo settimane in cui sembrava destinato alla vittoria il Pvv, il Partito per la libertà anti-Islam ed euroscettico di Geert Wilders, i giochi si sono riaperti, con una rimonta del Vvd, il partito liberal-conservatore del premier Mark Rutte, e l'emergere di diverse possibili sorprese.

Le ultime due rilevazioni, diffuse ieri, collocano il Pvv secondo, terzo o addirittura quinto, sempre alle spalle del Vvd di Rutte (a cui si assegnano tra i 27 e i 29 seggi su 150) e, in alcuni casi, anche dei cristiano-democratici del Cda, dei progressisti D66, della Sinistra Verde di Jesse Klaver, possibile sorpresa delle elezioni.
Lo scontro diplomatico con Ankara, dopo il divieto dell'Aja di far tenere comizi per il referendum turco di aprile sul proprio territorio, sembra aver favorito Rutte più di Wilders, forse per una gestione giudicata ferma ma più pragmatica rispetto alla retorica del leader del Pvv. Emblematico, a questo proposito, il botta e risposta tra lo stesso premier e Wilders nel dibattito televisivo di lunedì. A Wilders, che lo incalzava dicendo che «l'Olanda dovrebbe espellere l'ambasciatore turco e tutto il suo staff, a meno di voler accettare di essere insultati», Rutte ha risposto che «questa è la differenza tra twittare dal proprio divano e governare il Paese: quando si governa, si devono prendere decisioni sensate».

Gli occhi sono comunque puntati sul Partito per la libertà, che nel suo manifesto elettorale ha promesso di bandire l'immigrazione dai Paesi islamici, bloccare le richieste di asilo, chiudere le moschee e bandire il Corano. È tra l'altro il primo di test importanti in Europa sull'avanzata delle destre euroscettiche e anti-islamiche (seguiranno le presidenziali francesi di aprile-maggio e le elezioni politiche tedesche di settembre). Anche se dovesse vincere, per Wilders è però quasi impossibile andare al governo, visto che pressoché tutti gli altri partiti hanno escluso di allearsi con lui.

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Comunque vada, tuttavia, l'attuale coalizione di governo tra liberali e laburisti non si potrà ripetere, perché entrambi i partiti – soprattutto i laburisti – hanno perso molti consensi rispetto a quelli che nel 2012 li avevano portati ad avere 79 seggi su 150. E formare una maggioranza sarà difficile, con tanti partiti sopra il 10% di consensi e nessuno sopra il 20, stando sempre ai sondaggi.
Le urne chiuderanno stasera alle 21, quando sarà subito diffuso un exit poll sui risultati. Lo scrutinio proseguirà poi nella notte.

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