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Trump a Merkel: non sono un isolazionista ma voglio un commercio equo

ALLA CASA BIANCA

Trump a Merkel: non sono un isolazionista ma voglio un commercio equo

Angela Merkel con Donald Trump (Epa)
Angela Merkel con Donald Trump (Epa)

NEW YORK - Hanno provato a rompere il ghiaccio. A raddrizzare una partnership occidentale scossa dall'America First del neopresidente statunitense: Donald Trump e Angela Merkel in due ore di attesissimo vertice alla Casa Bianca hanno «discusso di molte cose», ha detto Trump. E molto c'è tuttora da discutere tra i due leader. In gioco è un contrasto di personalità - pragmatica e riservata la Merkel, l'esatto opposto Trump - ma soprattutto un contrasto politico, dal commercio all'ambiente, dalla Russia agli immigrati. Tutte sfide che non si risolvono in due ore di discussione. Ma che entrambi i leader hanno indicato, con i colloqui di oggi, di aver cominciato ad affrontare in modo costruttivo.

Trump: voglio un commercio equo
Donald Trump ha aperto la conferenza stampa congiunta affermando di «non essere un isolazionista», rendendo omaggio a Merkel e sottolineando aree di possibile comune impegno a cominciare dall'economia. «Gli Stati Uniti però sono stati trattati male da molti Paesi. Sono per il libero commercio e voglio sia un commercio equo». «Condividiamo molto, il desiderio

per la sicurezza, prosperità e pace. Abbiamo appena concluso un produttivo incontro con diverse aziende di entrambi Paesi per discutere la qualificazione dei dipendenti. La Germania ha compiuto un lavoro eccezionale su questo fronte. Noi siamo nel processo di ricostruzione della nostra base industriale».

Trump: tutti paghino la loro parte per la Nato
Trump ha anche ribadito «il forte sostegno alla Nato e la necessità però che tutti paghino la loro parte». Le nazioni «devono pagare quello che devono». Il presidente ha ringraziato il Cancelliere «per l'impegno a aumentare la spesa nella difesa verso l 2% del Pil». Come anche per gli sforzi di leadership nella Nato, l'impegno in Afghanistan e la leadership sua e di Hollande sul conflitto in Ucraina.

«I nostri due Paesi devono continuare a lavorare assume per proteggere la popolazioni dal terrorismo radicale islamico e per sconfiggere Isis», ha continuato. «Riconosciamo che la sicurezza nell'immigrazione è una questione di sicurezza nazionale. L'immigrazione è un privilegio, non un diritto». E infine ha toccato il delicato tasto del commercio internazionale: «Parleremo ancora della nostra partnership economica, per procedere verso rapporti commerciali giusti e reciproci. Milioni di cittadini sono stati lasciati indietro» dalla globalizzazione.

Merkel: meglio parlarsi
Merkel da parte sua ha tenuto un attggiamento aperto: «Meglio parlare l'un con l'altro che uno dell'altro. Questo incontro lo dimostra», ha detto. «Dobbiamo molto agli Stati Uniti, dal Marshall Plan all'unificazione dopo la Guerra Fredda». La Nato «è di grande importanza per noi. Dobbiamo anche noi aumentare il nostro contributo finanziario, al 2% entro il 2024». Merkel ha aggiunto che «abbiamo parlato della missione in Afghanistan, e siamo soddisfatti del continuo impegno americano». «Monitoriamo la situazione in Sira e in Libia», ha continuato. Parlando della Russia, ha affermato che «siamo soddisfatti dell'impegno dell'amministrazione al fianco degli accordi di Minsk». Sul commercio «possiamo discutere per creare una situazione dove tutti vincano, una win win. Abbiamo avuto un primo scambio molto positivo».

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