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Scontro nei cieli tra Israele e Siria, il più grave degli ultimi sei…

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Scontro nei cieli tra Israele e Siria, il più grave degli ultimi sei anni

Il lancio  da una base militare israeliana del missile Arrow-3  (Epa)
Il lancio da una base militare israeliana del missile Arrow-3 (Epa)

Quello avvenuto questa mattina all'alba è senza dubbio il più grave scontro tra Israele e il regime di Damasco da quando, sei anni fa, è scoppiata la rivolta siriana, presto degenerata in una cruenta guerra civile.
Al di là di sporadici raid israeliani in territorio siriano, e tiri di mortaio siriani a cui Israele aveva risposto usando tuttavia moderazione, i due Paesi, tecnicamente ancora in stato di guerra, avevano evitato un confronto militare.

Ecco perché quello accaduto questa mattina, per quanto grave, potrebbe essere un incidente destinato a non lasciare strascichi. In una guerra civile che gradualmente ha risucchiato diversi Paesi del Golfo, mettendo l'intera regione in uno stato di grave instabilità, Israele è riuscita , finora con successo, a non farsi coinvolgere. Anche se in Siria combattono a fianco del regime gli Hezbollah libanesi e milizie iraniane, entrambi acerrimi nemici di Israele. Anche se sul confine meridionale siriano a ridosso delle alture del Golan hanno operato gruppi di pericolosi estremisti islamici, anche qaedisti.

Israele è dunque riuscita a stare fuori da un conflitto in cui ormai si combattono con una guerra per procura diversi Paesi arabi (come Iran e Arabia Saudita).

Tuttavia Gerusalemme ha fin dall'inizio tracciato una linea rossa, invalicabile. Non avrebbe permesso che, nel pantano siriano, il regime di Damasco ne approfittasse per trasferire armamenti sofisticati al movimento sciita libanese degli Hezbollah, suo alleato ed accorso sin dall'inizio con i suoi uomini per combattere l'opposizione armata siriana.

Gli ultimi raid dell'aviazione israeliana – secondo Gerusalemme – sarebbero avvenuti proprio per impedire la consegna di «sistemi sofisticati di combattimento» agli Hezbollah. Per Damasco , invece, si è trattato di un deliberato attacco contro postazioni militari siriane tra Homs e Palmira.

Già in passato i caccia israeliani erano entrati nello spazio aereo siriano per colpire convogli di armi destinati agli Hezbollah. Movimento con cui nell'estate del 2006 aveva combattuto una guerra difficile, certo non indolore per Israele. L'ultimo raid - a quanto riportano fonti libanesi – sarebbe avvenuto lo scorso 22 febbraio contro un convoglio fuori Damasco. Un mese prima, il 13 gennaio, il regime siriano aveva denunciato un attacco contro un aeroporto ad ovest di Damasco effettuato con missili israeliani.

Questa volta tuttavia le cose sono andate diversamente. Il regime siriano non ha esitato ad utilizzare i pericolosi missili terra aria SA-5 per colpire i jet israeliani, affermando peraltro di averne abbattuto uno, caduto pare sulle alture del Golan, e di averne danneggiato un altro. Israele ha invece precisato che i suoi caccia sono tornati illesi alla base.

Ma ha al contempo utilizzato per la prima volta il sistema di difesa antimissili Arrow-3 per intercettare – con successo – un razzo siriano diretto in territorio israeliano. I resti del missile sono caduti in territorio giordano. Altri razzi siriani sarebbero caduti – ma non vi sono per ora conferme ufficiali – al di là del confine.

Ed è questa la pericolosa escalation. Le sirene sono risuonate negli insediamenti israeliani nell'alta valle del Giordano. Due forti echi di esplosioni sarebbero stati uditi anche a Gerusalemme, per quanto fosse lontana la zona dell'incidente.
Questa è la maggiore preoccupazione. Perché Israele difficilmente tollererà ancora che missili siriani cadano sul suo territorio.

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