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Italia-Germania, interscambio record e deficit dimezzato in pochi anni

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Italia-Germania, interscambio record e deficit dimezzato in pochi anni

Nel 2016 l’interscambio tra Italia e Germania ha segnato un ulteriore record, raggiungendo i 112,1 miliardi di euro, in aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente che pure aveva visto un trend in crescita. Più marcato l’incremento dell’export (3,9%) a conferma che il traino della locomotiva tedesca all’economia italiana - la Germania è il nostro primo partner sia nelle esportazioni che nelle importazioni - porta benefici alla bilancia commerciale italiana. La partnership tra le due grandi economie manifatturiere dell’Eurozona risulta sempre più equilibrata, nonostante i tedeschi abbiano numeri (Pil e abitanti) da giganti rispetto all’Italia.

TEDESCHI PRIMO PARTNER DELL’ITALIA
Export, import e interscambio complessivo dell’Italia in miliardi di euro. Dati 2016 (Fonte: Istat)

Grazie all’aumento degli scambi, in pochi anni, subito dopo la grande crisi economico finanziaria del 2008, Roma ha dimezzato il deficit commerciale con Berlino, con una lenta risalita dal 2009 che ha portato il disavanzo da circa 20 miliardi di euro agli attuali dieci. «Nel 2016 la Germania ha consolidato la posizione di primo partner commerciale per l’Italia mentre quest’ultima si conferma, per la Germania, sesto mercato di sbocco e quinto paese per importazioni, mantenendo anche la posizione di sesto partner commerciale» ha sottolineato la Camera di commercio Italo-Germanica, Ahk, che ha presentato il consuntivo 2016 degli scambi.

IL DEFICIT COMMERCIALE DELL’ITALIA CON LA GERMANIA
Dati in miliardi di Euro (Fonte: Destatis)
I PARTNER DELLA GERMANIA
Export, import e interscambio complessivo della Germania in miliardi di euro. Dati 2016 (Fonte: Destatis)

Il rapporto sempre più “alla pari” tra le due economie è confermato dalla scomposizione delle esportazioni, le italiane verso le Germania e le tedesche verso l’Italia. La parte del leone la fanno macchinari e siderurgico sul fronte italiano e automotive e macchinari su quello tedesco. Le quote sul totale sono simili dall’una e dall’altra parte delle Alpi. I numeri evidenziano che la collaborazione è forte soprattutto in ambito industriale. «C’è molto equilibrio, con profitto reciproco» ha commentato Erwin Rauhe, presidente della Camera di commercio Italo-Germanica. Alcuni dati, ha aggiunto, sfatano luoghi comuni, come il 7,2% di quota delle esportazioni tedesche di food verso l’Italia a fronte di un 8,9% delle nostre verso la Germania. Non è dunque solo il Belpaese, ci dice la scomposizione settoriale, a inondare le tavole dei partner di cibo.

I SETTORI
Export Italia verso Germania ed Export Germania verso Italia. Dati in percentuale. (Fonte: Elaborazioni GTAI)

Altrettanto importante è il contributo, in Italia, di chimica e farmaceutica perché, ha affermato Rauhe, i partner cercano (e trovano) nella nostra industria «vivacità e specializzazione ad alto valore aggiunto». Le competenze italiane, soprattutto nell’innovazione, sono molto elevate e attraggono sempre più investimenti diretti. Così nel 2016 gli Ide tedeschi di imprese manifatturiere sono aumentati del 3 per cento.

Il prossimo banco di prova, già avviato, è la digitalizzazione. «Come Camera di commercio - ha precisato Rauhe - supportiamo l’internazionalizzazione delle aziende e il trend favorevole degli scambi bilaterali ci spinge a investire ancora di più nella collaborazione tra Italia e Germania, in particolare su temi come l’Industria 4.0 e la formazione professionale». Il piano del governo italiano per la digitalizzazione va bene, ha concluso Jörg Buck, consigliere delegato di Ahk, «purché non sia solo un insieme di agevolazioni fiscali ma un vero e proprio programma di lungo e ampio respiro, orientato al recupero del differenziale di produttività, all’attrazione di nuovi investimenti e alla qualificazione delle risorse umane». Due nodi - produttività e formazione - che ci vedono ancora molto lontani dai partner tedeschi.

LE REGIONI PIÙ ATTIVE
Interscambio commerciale. Import più export in miliardi di euro (Fonte: Istat e Destatis, gennaio-dicembre 2016)

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