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Vertice italo-giapponese a Roma tra Gentiloni e Abe

l’incontro in vista del g7 di taormina

Vertice italo-giapponese a Roma tra Gentiloni e Abe

TOKYO – Quasi un anno fa Paolo Gentiloni aveva incontrato il premier Shinzo Abe al parco di Shinjuku a Tokyo, in occasione del party del governo per la fioritura dei ciliegi .
Ma allora era ministro degli Esteri, sulla via di Hiroshima per il summit tra i responsabili della diplomazia dei Paesi del G7. Oggi Gentiloni incontra Abe a Palazzo Chigi come presidente del Consiglio del Paese che organizza il G7 di quest'anno a Taormina, dopo quello di Ise-Shima dell'anno scorso. Una prima presa di contatto diretta tra leader in vista dell'appuntamento di maggio, in cui molti protagonisti daranno cambiati rispetto al 2016, primo fra tutti il presidente Usa, con un nuovo titolare della Casa Bianca che desta apprensioni sia in Europa sia in Giappone per le sue idee di “America First!”.

Tokyo, Gentiloni al sakura party di Abe

No al protezionsimo. Nelle tappe di ieri in Germania e in Francia, Shinzo Abe ha sottolineato la volontà del Giappone di continuare a promuovere le liberalizzazioni commerciali e a combattere ogni tendenza protezionistica: un terreno su cui conta di avere appoggi anche da Palazzo Chigi. Se con Angela Merkel ha visitato la fiera tecnologica Cebit – dove ha tenuto un discorso sull’importanza dell'innovazione – a Parigi ha soprattutto confermato con il presidente uscente Hollande la cooperazione bilaterale sul fronte dell'industria nucleare e della sicurezza. Anche i francesi parteciperanno in primavera a manovre navali nel Pacifico, mentre i giapponesi appoggiano i progetti francesi nell'energia atomica, dall'Astrid (sullo sviluppo di “fast reactor”) ai piani per il riprocessamento dell'uranio che prevedono una joint tra Areva e due gruppi nipponici (Mitsubishi Heavy e Japan Nuclear Fuel).

Uno scandalo educativo scuote il Giappone

Come farà domani a Bruxelles incontrando i leader della Ue, il premier giapponese esprimerà a Gentiloni la sua aspettativa che sia concluso presto il negoziato per un accordo di libero scambio tra Ue e Tokyo che rilanci il processo delle liberalizzazioni commerciali. E come ha fatto con Hollande, Abe dovrebbe esprimere il suo sostegno per una “Europa forte” anche dopo la Brexit.

Uno scandalo a Tokyo. Il premier nipponico, però, dovrebbe essere sulle spine per questioni di politica interna che rendono opportuno un rapido rientro in patria, dove le opposizioni stanno cavalcando uno scandalo che mette in difficoltà il suo governo e lui stesso. Giovedì 23, infatti, ci sarà la testimonianza giurata davanti a una commissione della Dieta di Yasunori Kagoike, capo dell'organizzazione scolastica privata Moritomo Gakuen, che ha dichiarato di aver ricevuto finanziamenti riconducibili ad Abe per l’apertura di una scuola elementare a Osaka. Il problema è che il terreno su cui è stata costruita la scuola è stato venduto dallo Stato a Kagoike per poco più di un decimo del valore commerciale.

Moritomo Gakuen, nota per impartire una educazione nazionalista già ai bambini dell'asilo, avrebbe ricevuto un milione di yen dalla moglie del premier, Akie Abe, che era stata nominata come preside onoraria della scuola (ruolo al quale ha poi rinunciato). La vicenda sta provocando richieste di dimissioni per lo stesso Abe e per la ministra della Difesa Tomomi Inada, che ha mentito al parlamento sostenendo di non aver avuto rapporti con l'operatore scolastico (circostanza smentita sul piano documentale).

Nuova legge sulle “cospirazioni”. Oggi, intanto, il governo giapponese ha approvato un controverso disegno di legge sul reato di “cospirazione”, che punirà severamente le attività di preparazione di crimini gravi. Una nuova legislazione dichiaratamente finalizzata a prevenire eventuali attività terroristiche in vista delle Olimpiadi di Tokyo del 2020, oltre che a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transazionale. Le opposizioni, però, si oppongono, nel timore che la nuova normativa porti a una invasive attività di sorveglianza statale sui cittadini e possa essere utilizzata contro le organizzazioni antigovernative della società civile.

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