Mondo

Spagna, gli ex terroristi baschi dell’Eta consegnano le armi

DOPO IL CESSATE IL FUOCO DEL 2011

Spagna, gli ex terroristi baschi dell’Eta consegnano le armi

Gli ex terroristi baschi dell’Eta da oggi saranno del tutto disarmati. Il gruppo che per anni ha terrorizzato la Spagna rivendicando l’indipendenza dei Paesi Baschi da Madrid ha annunciato ieri che consegnerà «tutte le armi e gli esplosivi» ancora in circolazione. In una lettera diffusa dalla britannica Bcc, i vertici dell’Eta hanno spiegato che «il processo di disarmo è ancora in corso e può essere ancora compromesso dai nemici della pace». Nel 2011 l’Eta ha dichiarato il cessate il fuoco e da quel momento non ci sono più state azioni terroristiche. Il governo di Madrid in questi anni ha sempre rifiutato ogni trattativa con i separatisti baschi, tagliati fuori dalla storia, in gran parte catturati dalla polizia e condannati dalla giustizia: sono quasi 400 i militanti dell’Eta reclusi nelle prigioni spagnole.

L’Eta - Euskadi Ta Askatasuna che in lingua basca significa Patria basca e libertà - è stata fondata nel 1958 da un gruppo di indipendentisti espulsi dal Partito nazionalista basco. Ha avviato la lotta armata in opposizione alla dittatura di Franco e ha poi proseguito con le rivendicazioni e gli attentati anche con la transizione alla democrazia. In quarant’anni di attività terroristica ha ucciso oltre 800 persone e ne ha ferite migliaia. Politici, comuni cittadini e soprattutto agenti di polizia. «L’8 aprile l’Eta accetterà finalmente la sua sconfitta dopo circa sei anni di promesse che non si sono mai materializzate», ha dichiarato Alfonso Alonso, uno dei leader del Partito popolare nel Parlamento basco.

I verificatori internazionali consegneranno alle autorità francesi la lista dei nascondigli delle armi dell’Eta in Spagna e in Francia. Dopo la rinuncia alla lotta armata e alle armi stesse, gli ex terroristi baschi potrebbero decidere lo scioglimento definitivo dell’organizzazione, come anche le autorità basche si augurano. Ma nella lettera inviata alla Bbc non ci sono riferimenti allo scioglimento e sono ancora molte le divisioni interne all’Eta, tanto che il dibattito tra gli ex capi detenuti in carcere, in Spagna e anche in Francia, potrebbe durare mesi. Tutti i partiti politici dei Paesi Baschi e di Navarra - salvo il Partito popolare - e i quattro principali sindacati della regione hanno sottoscritto la settimana scorsa a Bilbao un «manifesto a favore del disarmo totale». Sempre domani a Bayonne in Francia durante la consegna delle armi è prevista una manifestazione a sostegno di questa svolta dell’Eta.

In una recente intervista alla rivista basca Gara l’ex-capo politico dell’Eta David Pla, detenuto in Francia, ha affermato che dopo la consegna delle armi il gruppo si dichiarerà «organizzazione disarmata» ma ha fatto capire che servirà tempo per definire il percorso da seguire. L’Eta dovrà scegliere fra tre opzioni: continuare come organizzazione socio-politica disarmata; sciogliersi senza annunciarlo pubblicamente; o sciogliersi con un annuncio pubblico. Secondo la polizia di Madrid rimarrebbero in libertà, nella clandestinità, solo una decina di componenti del gruppo. Le associazioni spagnole delle vittime del terrorismo hanno chiesto che il gruppo armato basco proceda alla «dissoluzione incondizionata e immediata».

© Riproduzione riservata