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Bomba demografica in Giappone: -30% la popolazione nel 2065

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Bomba demografica in Giappone: -30% la popolazione nel 2065

Si dice che Mussolini si infurio' perché il censimento del 1936 rivelo' che le nascite in Italia erano scese sotto il milione di unita' nonostante le campagne demografiche del regime (la popolazione era allora di quasi 43 milioni). Oggi anche il governo giapponese non e' contento delle statistiche: i dati rilasciati dal Ministero della Sanita', Lavoro e Welfare segnalano che il numero di nascite nel Sol Levante e' sceso nel 2016 sotto il milione di unita' per la prima volta da quanto iniziarono le rilevazioni nel 1899, su una popolazione di poco più di 127 milioni di abitanti.

I 981mila nuovo nati si comparano con 1,296 milioni di decessi (il numero più alto del dopoguerra), con un decremento di popolazione di 315mila unita'. Nel primo “baby boom” del dopoguerra (1947-49) i nati erano circa 2,5 milioni ogni anno. Nel secondo (1971-74), 2 milioni. Da allora il declino e' stato costante, sostanzialmente parallelo a quello dei matrimoni (621mila nel 2016, minimo del dopoguerra).

La “bomba demografica” su cui siede il Paese rende difficile il raggiungimento del target governativo di una stabilizzazione della popolazione a lungo termine intorno a 100 milioni (tra 50 anni).

Le ultime proiezioni stimano una popolazione di 88,08 milioni nel 2065, circa il 30% in meno rispetto ai livelli del 2015, secondo l'annuncio di oggi del National Institute of Population and Social Security Research. Queste statistiche includono i residenti stranieri e appaiono comunque in lieve miglioramento rispetto alle proiezioni rilasciate nel 2012 (quando furono stimati 86,74 milioni di abitanti nel 2060) in relazione a un lieve incremento ipotizzato del tasso di natalità'. La soglia dei 100 milioni dovrebbe essere sfondata al ribasso nel 2053 (cinque anni dopo una stima resa nota nel 2015). Nel 2065 l'aspettativa di vita dovrebbe salire per gli uomini a 84,95 anni (da 80,75 nel 2015) e per le donne a 91,35 anni (da 86,98).

Sempre nel 2065 la popolazione anziana (di 65 anni o oltre) raggiungera' il 38,4% del totale (da 26,6% nel 2015). Il tasso di natalità dovrebbe scendere da 1,45 nel 2015 a 1,42 nel 2024 e risalire a 1,44 nel 2065 (questa proiezione e' anch'essa leggermente migliorata ). Il governo Abe si e' posto come obiettivo quello di migliorare il tasso di natalità a 1,8 figli per donna in eta' fertile, ma anche questo target appare piuttosto aleatorio. Mentre in altri Paesi avanzati gli immigrati riempie le culle vuote, il Giappone resta riluttante ad aprire le maglie dell'immigrazione. Persino Tokyo, idrovora di risorse nazionale e polo di attrazione per i giovani, dovrebbe in futuro andare incontro a un declino di popolazione: le ultime statistiche del governo metropolitano, rilasciate nel novembre scorso, ipotizzano una diminuzione del 13% a 11,73 milioni nel 2060.

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