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Novità in Giappone: un vice rettore italiano, Giuseppe Pezzotti, al Kyoto Institute of Technology

KYOTO - Una promozione che fa notizia e segnala un cambio di passo negli orientamenti accademici in Giappone verso una maggiore internazionalizzazione: un italiano diventa vice rettore del Kyoto Institute of Technology. Giuseppe Pezzotti - professore ordinario di Fisica dei materiali ceramici - e' uno scienziato noto per i suoi studi interdisciplinari a cavallo tra fisica, medicina e ingegneria (dopo ingegneria alla Sapienza di Roma, ha conseguito pluridottorati in scienza dei materiali a Osaka, in medicina e ortopedia a Tokyo e in fisica dello stato solido a Kyoto) che vive da 30 anni in Giappone e da venti opera al Kit. Il 19 aprile avrà un altro prestigioso riconoscimento, ricevendo il premio per la ricerca scientifica del MEXT (Ministero dell'Educazione, Cultura, Sport e Ricerca & Tecnologia) per la sua invenzione del Nano-scale Stress Microscope, un microscopio elettronico in grado di visualizzare lo stato di stress dei materiali e dispositivi con la risoluzione del singolo nanometro. Pezzotti ha licenziato le proprietà intellettuali delle sue ricerche a oltre una ventina di imprese giapponesi, americane ed europee.

Pezzotti, un Vice Rettore italiano a Kyoto

Arrivato per la prima volta come studente all'università di Osaka nel 1987, ora sale ai vertici di una delle piu' prestigiose istituzioni pubbliche di alta educazione del Paese.

“Per molti anni non avrei neanche sospettato di poter esser scelto come Vice Rettore, anche perché mi sono sempre concentrato sulla ricerca e non avevo neanche coltivato più di tanto i rapporti diplomatici con il board - afferma Pezzotti - Poi il rettore ha deciso cosi', credo guardando anche ai risultati scientifici e considerando che per questa istituzione e' arrivato il momento di dare una spinta più forte all'internazionalizzazione”. “Non lo dico per me: credo che questo sia un segno molto positivo per il Giappone - aggiunge - a dimostrazione della volontà di aprire le università, anche ad alti livelli, a persone non giapponesi”.

Masao Furuyama e' dal 2012 il Rettore di un istituto che si vanta di esplorare “Wisdom, Beauty and Technology”, restando quindi aperto anche alle scienze umanistiche: interdisciplinarieta' e globalizzazione sono le parole d'ordine. Fukuyama afferma che Pezzotti “eccelle nelle attivita' di ricerca e come educatore, e inoltre e' molto attivo sul fronte delle attività sociali”: da un lato suscita l'attenzione da parte delle aziende giapponesi, dall'altro finisce per “diventare un ‘ponte' con l'Italia e l'Europa”. “Come succede spesso, i professori stranieri diventano un polo che attrae studenti dalla loro nazione - afferma Pezzotti - Al KIT abbiamo tanti italiani che vanno e vengono: sono benvenuti. C'e' chi fa la tesi di dottorato con noi o esperimenti per la sua tesi, restando per pochi mesi, e chi sta ben più a lungo”. Cristina Multari e Martina Cazzola, ad esempio, sono dottorande in bioingegneria e scienze medico-chirurgiche al Politecnico di Torino. “Stiamo portando avanti una ricerca particolare, che non riusciremmo condurre a termine a Torino per la mancanza di alcuni strumenti, che qui al KIT ci sono”, dice Multari.

Le due ricercatrici resteranno per alcuni mesi, mentre Francesco Boschetto - laureato a Venezia in scienze e tecnologie dei bio e nanomateriali - e' gia' stato al KIT l'anno scorso per sei mesi per preparare la tesi: “Ora ho vinto un dottorato per tre anni e mezzo presso il dipartimento di Ceramics and Physics”. Anche Elia Marin - dopo ampi studi a Udine e Padova - e' approdato a Kyoto nel team di Pezzotti e ora dice: “Conto di restare in Giappone una vita. Sto anche mettendo su famiglia”.

Le ultime ricerche innovative del team sono nell'ambito della ricerca dei materiali avanzati, come lo studio dell'interazione tra le superfici di materiali ceramici e batteri virus e cellule, finalizzato allo sviluppo di ossa e alla realizzazione di nuovi joint per anca e ginocchi. “Al Kit ci sono molte apparecchiature disponibili - conclude Pezzotti - Non solo di avanguardia, ma disponibili 24 ore su 24. Le possiamo gestire noi. Il che rende più veloce la ricerca e aumenta la possibilità di raggiungere traguardi”. I piani futuri comprendono un impegno nel rafforzamento delle relazioni scientifiche e tecnologiche tra l'Italia ed il Giappone. Furuyama e Pezzotti parteciperanno al G7 delle Università ad Udine a fine giugno.

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