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L’Osce: 2,5 milioni di schede sospette. Trump si congratula…

dopo il referendum

L’Osce: 2,5 milioni di schede sospette. Trump si congratula con Erdogan: «Grazie del sostegno agli Usa contro Assad»

Foto Epa
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Donald Trump ha parlato ieri sera con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan
congratulandosi per la sua vittoria nel referendum e discutere la risposta americana all'uso di armi chimiche da parte di Assad. Lo rende noto la Casa Bianca. Il tycoon ha ringraziato Erdogan per il sostegno all'azione Usa e i due leader hanno «concordato sull'importanza di ritenere responsabile Assad». I
due presidenti hanno discusso anche la campagna anti Isis e la necessità di cooperare contro tutti i gruppi che usano il terrorismo per raggiungere i loro fini.

La nota della Casa Bianca sulle congratulazioni di Trump a Erdogan per la vittoria nel referendum fuga i dubbi su quanto scritto dalla stampa
governativa di Ankara, che per prima aveva parlato della telefonata del presidente degli Stati Uniti a Erdogan e contraddice quanto detto nella giornata di ieri dal portavoce Sean Spicer.

Quest'ultimo aveva infatti detto che la Casa Bianca avrebbe atteso il rapporto degli osservatori internazionali sulle accuse di brogli al referendum in Turchia prima di esprimere un commento. «C'è una commissione internazionale che sta esaminando la questione e diffonderà un rapporto nel giro di 10-12 giorni. Aspetteremo e lasceremo che faccia il suo lavoro», aveva spiegato Spicer.

Per gli osservatori dell'Osce il voto «non è stato all'altezza degli standard del Consiglio d'Europa». Queste parole danno forza alle denunce dell'opposizione, che chiede l'annullamento del referendum.
Non solo. Sono «circa 2,5 milioni le schede sospette» conteggiate nel referendum sul presidenzialismo di domenica scorsa in Turchia, vinto di misura dal Sì (51,4%) sostenuto da Recep Tayyip Erdogan. Lo ha detto la deputata
austriaca di origini turche Alev Korun, membro della delegazione
di osservatori dell'Osce, citata da media locali.

E a questo proposito il principale partito di opposizione in Turchia, il kemalista Chp, ha annunciato che presenterà alle 14.30 locali un ricorso formale alla Commissione elettorale suprema (Ysk) di Ankara in relazione al conteggio dei
voti nel referendum costituzionale sul presidenzialismo.

Intanto Erdogan, arringando la folla che lo ha accolto all'arrivo ad Ankara, ha detto di aver combattuto «le nazioni potenti del mondo», che lo hanno «attaccato» con una «mentalità da crociati».

Dalle cancellerie europee crescono le voci per uno stop anche formale alle trattative per l'ingresso di Ankara nell'Unione europea.

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