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Via libera di Westminster al voto anticipato britannico

alle urne l’8 giugno

Via libera di Westminster al voto anticipato britannico

La premier Theresa May durante la seduta parlamentare
La premier Theresa May durante la seduta parlamentare

LONDRA - Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: l’8 giugno la Gran Bretagna andrà alle urne. La mozione presentata dalla premier Theresa May per indire elezioni anticipate è stata approvata oggi pomeriggio dal Parlamento britannico con una maggioranza di 509, ben superiore ai due terzi necessari per legge.
Solo 13 deputati laburisti o indipendenti hanno votato contro la mozione, mentre 522 hanno votato a favore – sia conservatori che laburisti e liberaldemocratici. Il partito nazionalista scozzese (Snp), che aveva accusato la premier del «peggiore tipo di opportunismo politico», si è astenuto.

Il 3 maggio un “Proclama reale” annuncerà le elezioni e consentirà lo scioglimento del Parlamento 25 giorni prima del voto come previsto dalle regole.
Presentando le sue ragioni per la scelta a sorpresa di andare alle urne con tre anni di anticipo, la May ha detto con un nuovo e più forte mandato elettorale il suo partito potrà garantire quella «leadership forte stabile che è nell’interesse del Paese» e condurre con successo i negoziati con Bruxelles sull’uscita dall’Unione Europea.

“«Un nuovo mandato elettorale potrà garantire una leadership forte e stabile nei negoziati su Brexit»”

Theresa May, premier britannica 

Se le data delle elezioni fosse rimasta invariata al 2020, ha spiegato, la campagna elettorale avrebbe coinciso con la fase finale e più delicata delle trattative con la Ue, che dovrebbero concludersi nel 2019. Anticiparle invece rafforza il mandato negoziale del Governo fin dall’inizio, eliminando qualsiasi distrazione o conflitto tra diverse priorità.

La premier ha dichiarato che «è ora di mettere il nostro destino nelle mani della gente e lasciare che sia la gente a decidere» e rivolgendosi direttamente all’elettorato ha detto: «Riponete in me la vostra fiducia». Prima del voto la May ha presieduto a un aspro dibattito in Parlamento, scontrandosi più volte con Jeremy Corbyn. Il leader dell’opposizione, sostenuto dai suoi deputati, ha dichiarato che l’inversione di rotta della premier – che fino a pochi giorni fa aveva categoricamente escluso elezioni anticipate - dimostra che non è affidabile e non merita la fiducia degli elettori.
Corbyn ha detto che Brexit non deve diventare il tema unico della campagna elettorale, che va invece combattutta sulle questioni che sono importanti per la gente comune, come l’economia che «non funziona per la maggioranza» e il programma di austerità del Governo che sta portando a continui tagli dei servizi pubblici.

Intanto un ex nome illustre della politica britannica ha annunciato il suo ritiro: George Osborne, ex cancelliere dello Scacchiere nel Governo Cameron, ha fatto sapere oggi che non intende ricandidarsi come deputato. Osborne, che era stato clamorosamente “licenziato” dalla May lo scorso anno, ha detto di volersi concentrare sul suo nuovo incarico di direttore del quotidiano Evening Standard, evitando le polemiche su un conflitto di interessi con il suo ruolo di deputato.

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